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Il Cavola s’accontenta del pareggio Il Rondinara piange

Il Cavola s’accontenta del pareggio Il Rondinara piange

Per due volte i neroverdi in vantaggio e due volte raggiunti Martinelli e compagni ancora all’ultimo posto in classifica

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RONDINARA. Un Rondinara che crea, crea tanto da raccogliere solo recriminazioni. Ancora una volta. Corre il 90’ e l’undici neroverde (nel cui notes ci sono un paio di appunti da muovere al direttore di gara) intravede dietro la pioggia l’arcobaleno che annuncia la resurrezione.

E invece la mazzata di Di Maio ricaccia Martinelli e compagni all’ultimo posto della graduatoria. Il blasone della capolista Cavola vive una domenica di rendita, garantendo un pareggio che – a due giornate dalla conclusione – mantiene inalterato il vantaggio di quattro punti sulla terza in classifica. Si può dire che è fatta. Sono gli ospiti, in avvio di partita, a proporsi maggiormente in avanti. Ma non è facile inventarsi corridoi tra le maglie di un Rondinara rabbioso, concentrato e ben messo in campo. E che al 17’, al primo tentativo, passa: Martinelli calcia di controbalzo una palla respinta dalla difesa e sorprende Reggiani con un beffardo pallonetto da venti metri.

La risposta del Cavola trova Branchetti pronto a fermare Zampino (19’) e a respingere il buon destro da fuori (21’) di Fabio Borgonovi.

Si ricomincia, nella ripresa, sotto il segno di un ottimo Martinelli, il cui sinistro da posizione decentrata lambisce la traversa. Il primo errore arbitrale del match, al 15’, è a danno dei pardroni di casa; il classico peccatuccio di omissione: Andreoli sgambetta Piantoni che gli era sgusciato via in doppio passo... ci stava il doppio passo di De Biase, quello del secondo giallo. La beffa non tarda, giusto 7 minuti, ed è nel collo mancino di Andrea Lombardi che taglia l’area trovando l’angolino e l’1-1, dopo una fase che aveva visto il Cavola in difficoltà. Rondinara torna a sognare quando al 90’ mancano dieci minuti: cross dalla destra, Prandelli controlla sporco, Andreoli allontana con la punta del piede solleticando il sinistro di Pereyra, straordinario nel lasciar partire una botta a pelo d’erba dai venti metri che chiude il sibilo nell’angolino alla sinistra di Reggiani. E' la volta buona? Macchè.

Ultimo minuto del tempo regolamentare, scontro di gioco per il quale i neroverdi reclamano per un fallo subìto, si prosegue... ed ecco il destro di Di Maio (ancora un tiro da fuori...) ad ingannare Branchetti rimbalzando sull’erba resa scivolosa dalla pioggia. Due a due, chi urla di gioia e chi di rabbia.

Massimo Bassi