Gestione del pala di Rivalta la palla passa alla Fondazione
REGGIO. Era il 17 febbraio 2013 quando la Crovegli Volley di serie A2 è scesa in campo per disputare la sua prima partita al pala di Rivalta, epilogo di un’accesa discussione sulla gestione dell’impia...
REGGIO. Era il 17 febbraio 2013 quando la Crovegli Volley di serie A2 è scesa in campo per disputare la sua prima partita al pala di Rivalta, epilogo di un’accesa discussione sulla gestione dell’impianto seguita al bando comunale vinto dalla cordata di Centro Volley Reggiano, Pieve e Centro Sportivo Italiano.
«Lo aspettiamo da trent’anni. Impianto di Rivalta ai rivaltesi» tuonava allora lo scomparso patron Walter Crovegli e da lì tutta la trattativa sfociata in un accordo per permettere alle società sportive del paese, riunite nell’associazione Insieme per Rivalta, di essere parte attiva della conduzione. Da allora sono passati un intero girone di ritorno, un’altra stagione di A2 e, presa pochi giorni fa e ancora rovente, la decisione della Crovegli Volley di cessare l’attività. Che ne sarà ora dunque della gestione dell’impianto di via Pascal?
«Ora che Crovegli Volley, che con Insieme per Rivalta era il gestore del pala, è venuto a mancare, i discorsi vanno rifatti - spiega la presidente della Fondazione per lo Sport Milena Bertolini -. Abbiamo già avviato il dialogo con Insieme per Rivalta e con le altre associazioni del territorio, tra venti giorni massimo prenderemo una decisione definitiva».
Sarà indetto un nuovo bando? Si riprenderà in mano il precedente? Quali le opzioni?
«Un ventaglio di possibilità non sono ancora in grado di fornirlo perché siamo in piena fase valutativa insieme alle realtà locali e non abbiamo proposte preconfezionate. L’impianto, da equiparare ai più grandi della città, è complesso e importante e per questo è necessario affidarlo a mani esperte. Non appena ci è stata comunicata la decisione della Crovegli, abbiamo preso contatti con Insieme per Rivalta e abbiamo iniziato un confronto aperto anche ad altri».
No a un monopolio dunque?
«Come tutti gli impianti comunali della città non ci deve essere una monopolizzazione come non c’è stata finora. Quella di via Pascal è una struttura polivalente, ottima per il calcetto come per la pallavolo come per le attività scolastiche al mattino, e ciò che ci sta a cuore è che venga sfruttata al meglio».
Certo una squadra di A2 era un bel richiamo per un nuovo impianto...
«La chiusura della Crovegli, al di là del problema di gestione della struttura che si è aperto, è una grave perdita per tutto lo sport reggiano. Purtroppo questa crisi economica non dà tregua e si sta portando via tante realtà importanti, come la Reggiana Calcio Femminile».
La Fondazione non può farci nulla?
«Di certo non può sponsorizzare la squadre o favorire una società piuttosto che un’altra. Ci occupiamo degli impianti, della promozione dello sport di base, per anziani e per disabili con interventi a 360°, ma di più non possiamo fare. Purtroppo oggi è il sistema italiano basato sul privato a essere in forte difficoltà».
Anche soltanto i costi di gestione degli impianti pesano sul bilancio e la Crovegli una mano al Comune l’aveva chiesta…
«Non era di certo possibile, le spese della struttura sono a carico del gestore che agisce in base a tariffe differenziate a seconda dell’attività e ogni soggetto deve dare il proprio contributo. Quando si parla di soldi pubblici occorre fare grande attenzione».
A tra venti giorni, dunque.
«Si, massimo tre settimane e arriveremo al verdetto su un palazzetto che come tutti i grandi impianti ha bisogno di esperienza per essere utilizzato in un equilibrio di bilancio, e questa a Reggio non manca».
Francesca Manini
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