I dirigenti abbandonano BiTecnology a rischio
Calcio a 5, dopo due anni lasciano molti protagonisti oltre all’allenatore Checa Per proseguire l’avventura in serie A2 al club resta la strada della fusione
REGGIO. Arrivano come un fulmine a ciel sereno le dimissioni di molti dirigenti della Bi Tecnology Reggiana, la formazione che anche in questa stagione ha partecipato al campionato nazionale di A2 di calcio a 5.
Già a dicembre scorso, dopo sei mesi di presidenza, erano arrivate inaspettate le dimissioni di Giuseppe Fico dal consiglio direttivo della Bi Tecnology Reggiana per impegni personali e professionali poi trascorsi alcuni giorni anche il team manager ed accompagnatore ufficiale, Raffaele Rizzo proclamava la sua intenzione a non proseguire più l'avventura granata. Concluso il campionato di A2 con una meritata salvezza tutto il blocco di dirigenti ex Sitronic Arena Montecchio Ca5 (serie B poi abbinatasi alla Reggiana) dopo una fusione durata due anni ha deciso di lasciare. Non fanno più parte della società granata il direttore sportivo Gianluca Camposano, il vice presidente Claudio Cervi, l’addetto stampa Nico Tamburrano e i consiglieri Giovanni Fico e Mauro Calogero. Alla lunga lista si aggiunge anche l'allenatore Nunzio Checa anche lui passato alla Reggiana dall’Arena Montecchio Calcio a 5.
L’abbandono di tanti dei protagonisti delle due stagioni, vede ora costretto il team granata a rivedere i propri programmi e che probabilmente mette a rischio la partecipazione al prossimo campionato di serie A2 pur non toccando minimamente il settore giovanile.
A questa notizia il presidente Gianluigi Manfredini replica: «Ci eravamo già chiariti nell'ultima riunione, da noi tutti sono lasciati liberi di scegliere il futuro, ci tengo a precisare che non vi è stata nessuna frattura o nessun screzio con tali dirigenti ai quali va solamente un grosso ringraziamento per il lavoro svolto con serietà e professionalità».
In conclusione a Reggio che solo qualche anno fa il movimento federale era fiorente, si arriva ad avere la Fratelli Bari che a questo punto potrebbe chiedere il ripescaggio in A2, qualche realtà di serie C e null’altro.
I problemi sono quelli economici legati alla crisi, da più parte si dice, ma sin che i dirigenti sono disposti a spendere cifre di “rimborso spese” faraoniche per tesserare atleti a volte tecnicamente modesti lasciando ai box molti giovani che potrebbero essere a nuova linfa del movimento reggiano non si andrà da nessuna parte, anzi si cadrà sempre più in basso.
La risposta che vi siano tante squadre con settori giovanili importanti non significa nulla, se poi si va continuamente a caccia di ex che ormai hanno vestito quasi tutte e maglie delle società reggiane. Questo non è un ricambio generazionale ma un continuo “riciclo” che toglie minutaggio a chi deve crescere ricordando agli addetti ai lavori che per crescere un ragazzo ha bisogno di giocare e non di scaldare la panchina con il rischio che poi abbondoni questa disciplina.
Il futuro della Reggiana è appeso alle decisioni del duo Manfredini-Giovanetti ed i casi sono senza ombre di dubbio tre, il primo partecipare all'A2 con una squadra composta da Under 21, il secondo cercare una fusione con un'altra società reggiana e il terzo quello di rinunciare alla categoria cedendo i diritti.
Aldo Spadoni
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