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Il club torna alla carica per il palasport

di Linda Pigozzi
Il club torna alla carica per il palasport

La Pallacanestro Reggiana incontrerà la nuova giunta per chiedere una contropartita immobiliare per il restyling del Bigi

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REGGIO. Sarà sciolto entro la fine del mese il nodo relativo a un eventuale nuovo ingresso nella gestione del palasport di Rivalta, rimasto orfano della Crovegli Volley. La “morte” del club iscritto alla serie A2 femminile ha riaperto di fatto una vecchia querelle di cui si sta occupando proprio in queste ore la Fondazione dello sport. Se la questione del palazzetto di via Pascal è però destinata a sbloccarsi a breve, saranno prevedibilmente ancora lunghi i tempi relativi al palaBigi.

Con la Grissin Bon ormai lanciata ad alti livelli in Italia e in Europa, la Pallacanestro Reggiana ha urgenza di disporre di un impianto più ampio e più moderno. La necessità s’è tradotta nella stesura, nei mesi scorsi, di un progetto di restyling funzionale del vetusto impianto di via Guasco. Un progetto che è stato momentaneamente “parcheggiato” in quanto troppo oneroso.

Cambiati i protagonisti in Sala del Tricolore, la prima società cestistica della provincia ha fatto capire di essere intenzionata a riaprire il discorso e a tornare alla carica chiedendo una contropartita immobiliare in cambio dell’impegno a ristrutturare integralmente l’impianto, oltre alla riqualificazione dell’area urbana di via Guasco compresa fra la basilica della Ghiara e la circonvallazione. Troppo pesante, infatti, per il club cestistico cittadino prendersi carico in toto della ristrutturazione senza un reale sostegno economico da parte dell’amministrazione comunale. I costi dell’intervento sono stimati sui 9 milioni e 700mila euro. Uno sforzo economico che, secondo la dirigenza biancorossa, una società sportiva per quanto di prima fascia a livello nazionale (e non solo) non è in grado di sostenere senza poi arrivare a pregiudicare il proprio futuro.

Gli accordi originari prevedevano che il Comune avrebbe ceduto la gestione trentennale del Bigi alla società di via Martiri della Bettola e, a titolo definitivo, la palazzina ex Omni, attigua al palasport.

Nell’edificio ormai in disuso da tempo e valutato attorno ai 2 milioni e mezzo di euro dall’ente locale (e un po’ meno dal club), la Pallacanestro Reggiana avrebbe nei piani allestito la propria sede, la foresteria per il settore giovanile, un paio di ambulatori medici, un ristorante e alcuni negozi.

Il Bigi, secondo il progetto di Andrea Oliva, avrebbe poi cambiato completamente volto con l’ampliamento dagli attuali 3.500 a 5.115 posti che ne avrebbero fatto una struttura non utilizzabile solo per il basket di alto livello ma anche per concerti e altre manifestazioni extra-sportive.

Il progetto s’è però arenato davanti agli elevati costi di realizzazione e, in previsione, di gestione. Già alla fine dello scorso gennaio, il club cittadino aveva prima chiesto aiuto agli amministratori e quindi congelato temporaneamente il progetto. Sono seguiti mesi di silenzio in attesa delle elezioni. Con l’arrivo della nuova giunta, la proprietà della Pallacanestro Reggiana vuole aprire al più presto un discorso importante. Da quanto rimbalza dal club di via Martiri della Bettola, la società punta a ottenere altri immobili di proprietà comunale (non necessariamente nelle vicinanze dell’impianto di via Guasco), oltre alla palazzina ex Omni, in modo da affrontare il restyling del palasport senza esporsi eccessivamente.

E mentre si cerca l’apertura di un confronto a breve termine, la società biancorossa si trova a fare i conti con l’incombenza di dover apportare modifiche (agli spogliatoi, ad esempio) al vecchio Bigi per poter rientrare nei parametri richiesti dall’Eurocup, la seconda coppa continentale che la Grissin Bon andrà ad affrontare a partire dalla metà del prossimo mese d’ottobre.

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