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«Vavassori sa quel che fa se porta staff e giocatori»

«Vavassori sa quel che fa se porta staff e giocatori»

Calcio Lega Pro, il tecnico Montanari ha chiuso la sua esperienza alla Reggiana «Una delle cose belle di questa mia avventura è stato l’affetto del pubblico»

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REGGIO. Il 30 giugno è scaduto il contratto anche per una figura quasi storica all’interno dello staff granata: Marcello Montanari. Se è vero che negli anni passati ha ricoperto cariche meno evidenti, l’ultima stagione l’ha terminata da allenatore, con un ruolino che lui stesso definisce normale ma dopo aver preso in mano una squadra che sembrava allo sbando. Per lui, come per altri, solo tante promesse al rompete le righe.

Verrebbe da dire: sedotto e abbandonato?

«No. E’ normale che cerchiate la polemica ma non è nel mio modo di fare e credo che l’importante sia il bene della Reggiana».

Non aveva accordi con la società?

«Semplicemente ci saremmo sentiti più avanti per decidere la situazione».

Quindi?

«Ho visto il presidente Barilli pochi giorni fa e di fatto mi ha detto che non aveva ancora deciso niente».

Ha parlato di eventuali altri incarichi?

«Ancora nessun segnale in tal senso».

E’ così arduo accordarsi con Barilli?

«Non dà mai una risposta ben precisa, ma tende a girare e rigirare attorno alle cose lasciandoti sempre col dubbio».

Lei non ha mai avuto peli sulla lingua: può essere il motivo di un mancato rinnovo?

«Non voglio pensare che sia questo proprio perché sono abituato a dire il vero; credo piuttosto al bisogno della società, in questo momento, dell’appoggio di Vavassori e quindi dovevano fare scelte che potessero andare ben a entrambe le parti».

Con l’arrivo di Vavassori e dei suoi uomini, non si rischia di perdere la reggianità in società?

«Quando una persona ha il potere di portare a Reggio tutto uno staff fino alla segreteria, oltre a vari giocatori, vuol dire che ha idee chiare e una buona possibilità economica che oggi è fondamentale».

Sua moglie, Monica Torreggiani, storica segretaria granata, troverà la scrivania impegnata?

«Intanto stiamo continuando a parlare di una situazione ipotetica o comunque non ufficializzata. Monica è da 30 anni che è lì dentro e ha un contratto da dipendente; ma ripeto, se fosse per il bene della Reggiana non si potrebbe biasimare nulla».

I tifosi chiedevano la partenza di Barilli e forse sarà l’unico a restare…

«E’ il proprietario quindi valuterà lui: la macchina è sua e deciderà lui se tenerla o venderla. Io, poi, non mi permetto mai di fare i conti in tasca alla gente».

Tutto questo immobilismo a un mese dal primo impegno ufficiale in Coppa Italia a chi giova?

«Tante squadre sono ancora indietro anche con le fidejussioni. Certo, sarebbe meglio programmare per tempo».

Lei cosa farà?

«Adesso sono libero, se mi cercano se ne parla, altrimenti farò… come tutti i disoccupati».

Non ha sassolini da togliersi?

«Sono orgoglioso di aver finito la stagione da capo allenatore e ringrazio la proprietà per questo. Nessun rimpianto e grande soddisfazione per le nove gare a capo di questa formazione».

Coi tifosi come si lascia?

«Una delle cose belle di questa esperienza è stato l’affetto del pubblico nei miei confronti».

Tornerà ugualmente al Città del Tricolore?

«Ho sempre girato per gli stadi perciò verrò sicuramente a vedere la Reggiana».

Juri Panciroli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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