Giuliano Mainini: «Non molliamo ma vogliamo vedere i conti»
REGGIO. Fumata nera per la prima riunione interna di bilancio di Insieme per Rivalta e staff Crovegli, punto cardine per sciogliere il nodo sul destino della gestione del palazzetto di via Pascal....
REGGIO. Fumata nera per la prima riunione interna di bilancio di Insieme per Rivalta e staff Crovegli, punto cardine per sciogliere il nodo sul destino della gestione del palazzetto di via Pascal.
«Questa struttura l'abbiamo voluta noi, figuriamoci se non c'è la volontà di continuare - precisa subito il presidente Giuliano Mainini chiarendo così che non si tratta di una questione di disponibilità o di forza lavoro - il problema è che finchè non riusciamo ad avere i conti precisi, non possiamo capire se siamo in grado di affrontare una nuova stagione».
Facendo un passo indietro Mainini ci racconta di come, dopo il bandone e la rinuncia della cordata vincitrice formata da Cvr, Everton Volley e Csi, l'associazione Insieme per Rivalta si fosse unita con la Crovegli Volley in un'Ati che è venuta meno nel momento in cui il club giallorosso ha deciso di rinunciare non solo al campionato di A2, ma all'attività sportiva in toto. Da lì la necessità di un serio ragionamento sul futuro della conduzione di un impianto con grandi potenzialità. «Noi siamo intenzionati ad andare avanti comunque, ma lavorare tanto per rimetterci non ne vale la pena - spiega Mainini con franchezza - il fatto è che la gestione economica dell'impianto è complessa. Da un lato ci sono gli affitti che le diverse associazioni sportive faticano a pagare, che sono in mano alla Fondazione, e dall'altro ci sono il nostro affitto annuale e gli investimenti sugli arredamenti che abbiamo dovuto sostenere per iniziare l'attività, dai canestri al telo divisorio. Purtroppo il bandone nel quale ci siamo ritrovati ha posto condizioni svantaggiose mentre sarebbe bastato affidare la gestione alla società del territorio che l'impianto lo chiedeva da anni e anni. Ciò che conta comunque è che gli investimenti sono stati sostenuti e bisogna rientrare. Il prossimo 20 luglio abbiamo un'altra riunione fra di noi e per allora speriamo di aver ricostruito tutti i conti per poi incontrarci con la Fondazione avendo già le idee chiare».
Francesca Manini
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