Barilli aspetta le mosse di Vavassori
L’accordo con l’imprenditore milanese sarà operativo se entro il 15 luglio la Pro Patria verrà venduta, altrimenti sono guai
REGGIO. La Reggiana e Alessandro Barilli aspettano che Pietro Vavassori ceda la proprietà della Pro Patria prima di dare il via a un nuovo corso, che vedrà l'imprenditore milanese assumere un ruolo di rilievo in società (vice presidente) e una consistente quota azionaria. Si tratterà di capire se una maggioranza progressiva.
Il termine ultimo è il 15 luglio quando la Pro Patria dovrà presentare la fideiussione di 600 mila euro necessaria per rendere operativa l'iscrizione alla Prima divisione. Prima di questa data la speranza di Vavassori e di Barilli è di trovare per la Pro Patria un nuovo padrone. In tale senso si è adoperato lo stesso Barilli nell’allacciare alcune trattative e anche nel prospettare al diesse Ienca e al tecnico Montanari un incarico alla Pro Patria.
E' questo l'elemento fondamentale per un altro particolare: se la Pro Patria non presenterà la fideiussione sarà cancellata dalla Lega Pro dal Consiglio federale che si riunirà il 18 luglio e perderà la proprietà di tutti i giocatori, anche quelli che la Reggiana (Andreoni, Di Biasi, Mignanelli e Sala) ha tesserato e ufficializzato. Verrebbe così azzerato il progetto tecnico di trasferire un gruppo di giocatori della prima squadra della Pro Patria e i migliori talenti del vivaio bustocco alla Reggiana. E' per questo motivo che Vavassori non si può permettere di non iscrivere la Pro Patria e se non troverà un acquirente entro il 15 luglio dovrà essere lui a presentare la fideiussione. Poi potrà continuare la trattativa per la cessione del club e successivamente trasferirsi alla Reggiana oppure continuare a governare la Pro Patria rinunciando, almeno momentaneamente, a trasferire armi e bagagli a Reggio. E' anche per questo motivo che la Reggiana non solo non può annunciare l'arrivo nella sede granata dei vari Ferrari, Federici, Granato e Armonia ma nemmeno ufficializzare l'ingaggio del tecnico Alberto Colombo e di tutto il suo staff. Il motivo è molto semplice: se Vavassori sarà costretto a mantenere il timone del comando della Pro Patria vorrà confermare i suoi uomini di fiducia che dovranno rinunciare a vestire il granata.
E' per questo motivo che Barilli ha fissato come data il 15 luglio per presentare tutto lo staff tecnico, termine ultimo per la cessione della Pro Patria.
Non a caso la campagna abbonamenti prenderà il via proprio il 14 luglio.
Vavassori sta trattando su più fronti la cessione della Pro Patria e la sua richiesta economica è decisamente modesta, anzi tenendo conto del fatto che garantirà una sponsorizzazione si può dire che cederà gratis la Pro Patria con l'unica richiesta è quella di presentare la fideiussione di 600 mila euro. Ma chi sta trattando la società bustocca sa di avere il coltello dalla parte del manico perché Vavassori, se non vuole perdere il patrimonio giocatori, soprattutto il settore giovanile, sarà costretto entro il 15 luglio a presentare la fideiussione e il possibile acquirente farà leva proprio su questa tempistica per indurre Vavassori a questa ulteriore mossa.
Facendo un viaggio nel tempo si può dire che sono tre le ipotesi future: la prima è che Vavassori ceda a breve la Pro Patria e Barilli potrà così annunciare il suo arrivo a Reggio con staff tecnico, dirigenti e un robusto gruppo di giocatori. L'altra ipotesi è che la cessione della Pro Patria slitti in avanti o non si faccia per nulla. A quel punto Vavassori dovrà garantire la fideiussione e sarà chiamato a proseguire la sua avventura a Busto Arsizio confermando i vari Ferrara e Colombo. Poi dovrà decidere se andare fino alla fine della stagione e rinunciare al suo sbarco a Reggio o continuare la ricerca di un nuovo padrone per poi cambiare sponda.
L'ultima ipotesi è che Vavassori decida, in mancanza di acquirenti, di non presentare la fideiussione e dunque di non iscrivere la Pro Patria alla Lega Pro. Una ripicca che stuzzica Vavassori ma a quel punto perderebbe tutto il patrimonio giocatori e la Reggiana dovrebbe ricominciare da capo il suo progetto tecnico.
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