Ruopolo: «Sarà la stagione del mio riscatto»
«Dal 9 giugno mi sto allenando da solo per presentarmi tirato al ritiro, ora mi sento veramente bene»
REGGIO. Francesco Ruopolo è l'uomo più atteso. Arrivato in granata per spaccare in due le difese avversarie, Ruopolo è incappato in un stagione disgraziata costellata di infortuni. Impietuoso lo score della passata stagione: 18 presenze e 1 sola rete. Numeri imbarazzanti per un giocatore che nella serie cadetta ha raccolto qualcosa come 56 reti in 6 stagioni.
Sarà l’anno del riscatto?
«Non vedo un altro termine. Voglio rimettermi in gioco e dimostrare quello che valgo».
Cosa non ha funzionato?
«Tante cose a partire dall'infortunio nell'amichevole di San Polo che di fatto ha mandato all'aria tutto il programma che mi aveva preparato il professor Scaia. In sostanza ho saltato tutta la preparazione e questo alla lunga lo paghi».
E' stato buttato in campo un po' allo sbaraglio?
«No, allo sbaraglio no. Sicuramente non ero al 100% ma stavo bene ed ero in condizioni accettabili. Sono convinto che con una preparazione adeguata, avrei disputato un'altra stagione».
Quest'anno non avrà alibi?
«Veramente ho iniziato la preparazione da quasi un mese. Il professor Scaia mi aveva preparato un programma e io il 9 giugno ho iniziato la preparazione».
Arriva in ritiro tirato?
«Lo devo ammettere: sto proprio bene».
Sta seguendo le vicende societarie?
«So quello che leggo».
Che idea si è fatto?
«C'è poco da dire. Intanto non c'è ancora nulla di ufficiale quindi credo che sia anche inutile spendere parole. Posso solo affermare che ci entra in una società è giusto che lo faccia con i proprio uomini. Ma soprattutto che lo faccia con l'intenzione di fare il bene della squadra, della società e dei tifosi. Che poi si chiami Tizio piuttosto che Caio poco importa».
Pare che la rivoluzione sarà a 360 gradi: tecnica e societaria. Montanari avrebbe meritato una chance?
«Se l'avessero chiesto alla vecchia guardia la risposta sarebbe stata senz'altro affermativa. E' una brava persona, ha fatto bene e ha sempre detto quello che pensava».
Sta seguendo il mercato?
«Solo quello che leggo. Ma credo che vada fatto con le idee chiare. Già si sbaglia quando si hanno le idee chiare, se poi lo si affronta con le idee poco chiare diventa devastante».
Intanto sono arrivati quattro giovani a titolo definitivo.
«E questo è un bene perchè quest'anno senza il paracadute che c'era l'anno scorso, è giusto che anche i giovani si sentano coinvolti e stimolati. Fallire la stagione vorrebbe dire finire nei dilettanti».
Ha sentito qualche suo compagno in questo periodo?
«Sì, Zanetti e Antonelli».
Di cosa avete parlato?
«A ventanni parlavi solo di vacanze, adesso ci si confronta soprattutto sul lavoro. Le priorità sono cambiate».
Cristiana Filippini
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