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Alessi: «Il mio obiettivo? Finire la carriera alla Pirlo»

Alessi: «Il mio obiettivo? Finire la carriera alla Pirlo»

La bandiera della Reggiana: «Mister Montanari avrebbe meritato una chance per il resto non so nulla dei cambiamenti che Vavassori sta apportando al club»

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REGGIO EMILIA. Tra le mille incertezze che stanno accompagnando questo periodo, una certezza per fortuna c'è: Beppe Alessi.

Il capitano granata si prepara a disputare la sua ottava stagione con la Reggiana. Forte di un contratto che lo lega alla squadra granata ancora per diversi anni, ha vissuto queste settimane alla finestra, in attesa (come tutti) di sapere e capire cosa succederà.

E' aggiornato sulle vicende granata?

«Zero meno. Non so nulla. Ho letto che dovrebbe arrivare Vavassori e che sono stati acquistati quattro giovani. Non so altro».

Quindi non è neppure al corrente dell’epurazione che c'è stata e che forse non è finita sia a livello tecnico sia societario?

«Non ne so nulla. Ho staccato la spina».

Era davvero necessario, come si suol dire, buttare via il bambino assieme all’acqua sporca?

«Credo di no. Ma è anche giusto che se arriva una nuova proprietà porti persone di propria fiducia».

Al tecnico Marcello Montanari non è bastato un buon finale di stagione per meritarsi la conferma. Secondo lei avrebbe meritato un'altra possibilità?

«Secondo me sì. E' una brava persona, ha fatto bene e conosce le dinamiche dello spogliatoio».

In questo momento qual è il suo sentimento: curiosità o preoccupazione?

«Non sono preoccupato perché tutti mi hanno parlato di Vavassori come di una brava persona, sono curioso».

Quando ha sentito il presidente Barilli l'ultima volta?

«Dire intorno a metà giugno».

E le aveva anticipato qualcosa in merito a questi cambiamenti?

«Assolutamente no e io per correttezza non avevo chiesto nulla».

E' rimasto in contatto con i pochi compagni di squadra che ritroverà tra un paio di settimane?

«Ho sentito De Giosa e Zanetti ma non abbiamo parlato di calcio».

Colombo è un allenatore che ama il 4-3-3: ci sarà posto per lei?

«Non voglio essere un problema per l'allenatore».

Dovrà cambiare ruolo allora...

«Mi piacerebbe finire la carriera alla Pirlo. Sarei più al centro del gioco e forse correrei un po’ meno».

E’ un ruolo che ha già ricoperto?

«Sì, ho vinto un campionato con il Savoia. E la ricordo come una stagione dove mi ero divertito molto».

Ha parlato di finire la carriera come Andra Pirlo ma il suo contratto è di quattro anni: cosa farà negli altri tre?

«Intanto vediamo come va questa stagione. Se va bene e mi sento in grado di giocare continuo ancora per una stagione, se capisco che rischio di fare la figura del... cioccolataio smetto e largo ai giovani».

Cristiana Filippini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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