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«Studio per ore i giocatori da portare in biancorosso»

di Linda Pigozzi
«Studio per ore i giocatori da portare in biancorosso»

Flavio Fioretti: «Da Las Vegas Frosini e Menetti mi segnalano i nomi interessanti poi io li analizzo guardando decine di video e sentendo chi li ha allenati »

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REGGIO EMILIA. «Partirei con la nuova stagione già domani». Sommerso dal lavoro estivo, il vice della Grissin Bon Flavio Fioretti ha già voglia di tornare in palestra. Dovrà attendere, invece, la settimana dopo Ferragosto quando scatterà il raduno ufficiale dei biancorossi per preparare la nuova stagione agonistica. Prima di allora solo qualche giorno di vacanza - «Cerco di ritagliarmi i week end per rilassarmi e tornare a Cantù dalla mia famiglia» spiega - e tanto lavoro di scouting e di ricerca. “Rinchiuso” negli uffici della Pallacanestro Reggiana, Fioretti aspetta ogni giorno il report del tecnico Max Menetti e del ds Alessandro Frosini, in trasferta alle Summer League di Las Vegas per scovare talenti da portare in biancorosso. La scorsa settimana è però riuscito ad andare in missione a Trento per osservare la nazionale alla Trentino Cup.

A Trento Cinciarini, Della Valle e Cervi erano nel quintetto azzurro. Non male.

«E’ una grande soddisfazione, tanto più che tutti e tre hanno mostrato buone cose in campo».

Come ha visto Andrea Cinciarini?

«E’ il leader morale della nazionale. Ha sempre la palla in mano, gestisce benissimo i ritmi e, soprattutto nella sfida con la Germania, è riuscito a portare controllo, ordine e a spingere il contropiede».

“Cincia” ha scelto di prolungare il contratto con il club reggiano. Soddisfatti?

«E’ molto importante per noi avere in squadra un giocatore che butta in campo ogni singola energia. Si allena sempre al 100% e con la testardaggine, che è la sua grande forza, cerca di migliorarsi ogni giorno. Lui è la base fondamentale su cui costruire il resto squadra».

Il centro Riccardo Cervi nell’ultima stagione è migliorato moltissimo. Come le è sembrato in azzurro?

«Riccardo è cresciuto parecchio, è evidente. E’ cresciuto nella presenza costante nell’arco della gara. E’ cresciuto in difesa dove, grazie alla sua altezza e alle sue lunghissime braccia, crea in area un ombrello che costringe gli avversari a modificare le parabole di tiro. Ha grande presenza a rimbalzo ed è migliorato nelle abilità di passaggio, oltre a essere diventato pericoloso anche in attacco. E’ un piacere vedere come il lavoro fatto con noi in questi anni dia questi frutti e consenta a Ricky di essere importante anche in nazionale».

Con Amedeo Della Valle la vosta opera è appena iniziata...

«A Trento l’ho visto bene, soprattutto nell’atteggiamento. In campo non si è risparmiato. Certo, deve ancora prendere il ritmo partita e in tal senso l’esperienza con la nazionale non può che fargli bene. L’ho visto già molto legato a Cervi e Cinciarini e di questo non possiamo che essere contenti».

Anche Achille Polonara sembra destinato a vestire i colori della Grissin Bon. Che impressione le ha fatto?

«Per me al momento è un giocatore azzurro e stop (ride, ndr). E in nazionale ha fatto vedere buone cose. S’è visto il lavoro non solo atletico, ma anche tecnico e tattico. E’ un buon prospetto per la nazionale, come ce ne sono altri...».

Dopo la “trasferta” in Trentino è tornato al lavoro a Reggio. Ci sono novità?

«Lavoro in sinergia con Frosini e Menetti che sono a Las Vegas, chiusi in palestra a studiare per otto ore al giorno i giocatori. Io, da Reggio, faccio lavoro di ricerca. Loro mi segnalano i nomi dei giocatori interessanti, nomi nuovi ma anche giocatori che stiamo già seguendo, e mi adopero cercando video o chiamando conoscenti che possono averli allenati».

Nomi caldi?

«Stiamo seguendo alcuni giocatori. Là ci sono anche molti giocatori davvero inarrivabili perché destinati all’Nba o altri che hanno comunque costi eccessivi. Questa è una fase in cui si compiono tutte le valutazioni del caso, perché sappiamo bene che la fretta è una cattiva consigliera».

Seguivate anche Haynes e Carter, finiti poi all’estero. Crede che la serie A italiana stia diventando una lega di sviluppo per altri campionati stranieri?

«I procuratori di tutto il mondo sanno che il nostro campionato è di ottimo livello, per cui spesso mandano in serie A i loro assistiti per essere lanciati. Purtroppo il livello economico in Italia è sceso. L’unica vera potenza economica oggi è Milano. Quando un giocatore fa una grande stagione per lui suonano le sirene di club esteri che possono mettere sul piatto ingaggi elevati».

Cosa pensa dei primi movimenti di mercato?

«Alcune squadre sono andate sul sicuro, vedi Sassari che dovrà affrontare per la prima volta l’Eurolega. Noi stiamo ancora compiendo determinate valutazioni. I saldi non sono ancora cominciati. Ora i costi di giocatori interessanti sono se non fuori dalla logica, perché alcune società estere possono sostenerli, comunque altissimi. Adesso bisogna avere la pazienza di aspettare...».

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