«Il primo obiettivo è attirare di nuovo i tifosi allo stadio»
L’allenatore Alberto Colombo: «Cadregari mi ha avvertito di quanto sia difficile e stimolante allenare i granata»
REGGIO EMILIA. Alberto Colombo è ufficialmente il nuovo tecnico della Reggiana. Il 40enne brianzolo dopo aver dribblato a lungo davanti alle domande sul suo approdo al timone granata può finalmente descrivere le sue prime sensazioni nel giorno del raduno della Berretti, squadra da cui spera di poter attingere qualche buon elemento per il raduno ufficiale della prossima settimana.
Mister, quindi è arrivato…
«Durante l’estate tanti giornalisti reggiani mi hanno cercato, ma non potevo confermare quelle che erano solo voci. Lunedì mi è poi è arrivata la chiamata del direttore e sono entusiasta di essere in una piazza importante come Reggio».
La chiamata era di Alessandro Barilli o di Pietro Vavassori?
«Mi ha telefonato il direttore Raffaele Ferrara».
Prime impressioni?
«Positive. Quando arrivi a Reggio e vedi lo stadio capisci subito come viene vissuto il calcio in questa città. Sono venuto già da avversario e mi sento di dire che sarà un’avventura bella. Il primo obiettivo sarà attirare nuovamente i tifosi allo stadio».
Perché la scelta è caduta su di lei?
«Chi mi ha voluto qua avrà avuto i suoi buoni motivi e sono cosciente della responsabilità enorme in una piazza con molta pressione mediatica. Quando si presenteranno eventuali difficoltà dovremo essere bravi a risolverle».
Nulla da obiettare sul ritiro ridotto a due settimane?
«Alla fine saranno i risultati a dire se la nostra politica di tardare una settimana avrà pagato».
Perché questo inizio di stagione al Mirabello?
«Questo pre-ritiro vuole sancire il legame tra prima squadra e settore giovanile».
E’ una scommessa allenare una squadra che ha bruciato cinque allenatori negli ultimi tre anni?
«Per me sarà una grande possibilità e se dovessi fallire sarei in buona compagnia ma non voglio partite pensando al peggio. Anzi, cerco lo stimolo della piazza per iniziare una nuova avventura in cerca di buoni risultati».
Cosa le ha chiesto la società?
«Abbiamo parlato pochissimo per il momento e adesso dobbiamo lavorare bene sul mercato. Bisognerà parlare chiaro ai tifosi senza prendere in giro nessuno e restare sereni e seri, poi man mano vedremo fino dove si potrà arrivare».
Adriano Cadregari è il suo ispiratore?
«L’ho avuto un anno a Lecco ed è un allenatore fantastico con cui sono ancora in contatto. Quando ha sentito le prime voce su questa mia nuova avventura in granata, mi ha chiamato per avvisarmi di quanto fosse difficile e stimolante venire qua. E’ una persona inimitabile coi suoi pregi e i suoi difetti da cui, in qualche modo, ho preso riferimenti importanti».
Quindi vedremo pochi 0-0 e tante goleade?
«Vincere non è mai facile e quando si ha l’obbligo di fare una cosa diventa difficile. Noi proveremo a vincere tutte le partite ma più che altro vogliamo giocare bene e fare belle figure sul campo. Più vittorie verranno, anche giocando male, e tutti saremo contenti ma se tu giochi bene alla fine i risultati pagano. Adesso sarà importante definire il prima possibile la rosa prima di pensare al tipo di gioco».
Conta di andare in ritiro con la rosa al completo?
«Nel calcio di oggi, con squadre che magari non si iscrivono nemmeno, non mi meraviglierei se qualche giocatore arrivasse dopo; è chiaro che l'80% dell'organico in ritiro sarebbe opportuno averlo».
A proposito: come unirà il blocco Reggiana a quello Pro Patria?
«Credo che sia più facile unire due blocchi di giocatori che si conoscono piuttosto che un blocco solo a tanti nuovi arrivati».
Juri Panciroli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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