Tra Correggese e LegaPro c’è di mezzo l’Arezzo
Oggi il Consiglio federale annuncerà l’esclusione del Padova dalla terza serie Macalli vuole difendere le sue società e accetta solo chi ha lo stadio a norma
CORREGGIO. Oggi il Consiglio federale annuncerà l’esclusione del Padova dalla Lega Pro per inadempienze. Il Padova, però, non è fallito anche se perderà la proprietà di tutti i giocatori.
Una decisione che riguarderà da vicino la Correggese anche se le speranze di ripescaggio sono in forte ribasso. Gli scogli da superare sono due. Il primo aspetto riguarda la graduatoria dei ripescaggi e il criterio proposto. Il presidente Macalli parte da un concetto: le società iscritte sono 59 dato che considera il Porto Tolle facente parte del gruppo in virtù del fallimento della Nocerina. Il presidente della Lega Pro dunque ritiene che per il posto lasciato vacante dal Padova si debba ripartire da capo quindi assegnando il primo posto a una società di Seconda divisione che ha perso i play off e poi se ci sarà un altro posto libero a chi ha vinto i play off di serie D ma a patto che rientri nella normativa approvata dal Consiglio federale il 28 maggio. Una normativa che specifica che le società che faranno richiesta di ripescaggio in Lega Pro dovranno avere lo stadio a norma e non saranno concesse deroghe. Un altro particolare importante: Macalli sostiene che le deroghe di sei mesi sono concesse solo alle società che hanno vinto il proprio campionato.
Guarda caso tra le società che hanno presentato domanda o che hanno avanzato questa intenzione c’è l’Arezzo, settima nella graduatoria ma che viene accreditata quale società favorita per l’eventuale ripescaggio a scapito della Correggese che pure ha vinto i play off ma ha il fardello dello stadio Borelli che non è a norma.
Il presidente Claudio Lazzaretti ha fatto di tutto e di più per portare la Correggese nei professionisti, prima allestendo una squadra che ha sbaragliato tutti i record e poi si è ribellato alle varie ingiustizie come sarà il mancato ripescaggio. Al patron biancorosso non si può imputare nulla ma l’impressione è che in gioco ci siamo dei poteri forti e degli interessi che sovrastano la Correggese, una società seria, pulita e onesta. L’ultimo esempio dei contorti ragionamenti riguarda il premio di 30 mila euro che spetta a chi vince i play off. La Correggese per poter ottenere questi soldi deve presentare domanda di ripescaggio ma se sarà bocciata ci potrà essere la possibilità che gli vengano revocati. Una tipica storia all’italiana. (w.m.)
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