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Le ragazze della Reggiana pronte all’assalto della B

Le ragazze della Reggiana pronte all’assalto della B

La squadra neo promossa ha trovato i soldi per iscriversi nella serie cadetta Vignotto: «Budget limitato, per un aiuto facciamo appello alla moglie di Squinzi»

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REGGIO EMILIA. Si sono chiusi da pochi giorni i termini per l’iscrizione al campionato di serie B e la Reggiana femminile è riuscita a trovare i soldi per poter partecipare. Sarebbe stato un peccato, dopo una stagione trionfale che l’ha vista vincere il campionato di serie C (senza una sconfitta) e la Coppa Emilia, non riuscire a dare il giusto premio al gruppo di ragazze guidate da Federica D’Astolfo.

Presidente Vignotto, è stato più duro vincere il campionato o trovare i soldi per l’iscrizione alla serie B?

«Quest’anno sicuramente vincere il campionato, visto che lo abbiamo conquistato con tre giornate di anticipo. Questo ci ha dato poi la possibilità di muoverci per tempo per cominciare a trovare i fondi per cercare di poter disputare il nuovo campionato».

Chi vi ha dato una mano?

«Siamo riusciti a trovare tante piccole aziende che anche con piccole cifre ci hanno consentito di riuscire a raccogliere la somma necessaria per coprire quasi in toto le spese. Speriamo di non finire nel girone dove ci sono le squadre sarde perché le tre trasferte in Sardegna ci farebbero sballare il bilancio. Comunque, se ci sono altre persone che vogliono farsi avanti, ben vengano. E, se mi è consentito, faccio un appello alla signora Adriana Spazzoli (moglie di Giorgio Squinzi, proprietario del Sassuolo ndr): venga a vedere anche la serie femminile e chissà che non voglia darci una piccola mano».

Crede anche lei che il futuro del calcio femminile sia legato a quello maschile?

«Si. Se ogni squadra professionistica maschile avesse anche al suo interno anche un settore femminile non potrebbe che giovare a tutto il movimento. In alcuni paesi europei è già così e i risultati si stanno vedendo. In Italia ci sono Napoli, Verona, Inter e forse dal prossimo anno anche l’Udinese. L’investimento che bisogna affrontare è talmente piccolo che non se ne accorgerebbero neanche visto le grandi somme che hanno a disposizionie. E’ chiaro che il segnale deve arrivare dall’alto e in questo momento hanno altri problemi».

È cresciuta l’attenzione verso il calcio femminile ?

«Non proprio. L’attenzione ce l’hanno i genitori delle ragazze che hanno fatto di tutto per cercare di riuscire a far disputare la serie B alle loro figlie, ed è merito anche loro se siamo riusciti a trovare nuovi sponsor. Nei mass media non vedo differenze rispetto agli ultimi anni. Fa notizia la vittoria ma si ferma tutto lì. Capisco che occuparsi di tutti gli sport è difficile ma quando ci sono società come la nostra formata per il 90% di atlete reggiane un occhio di riguardo lo si potrebbe avere».

L’obbiettivo per la prossima stagione?

«Come primo anno è sicuramente la salvezza. In tutto avremo la Primavera regionale, l’under15 è campione regionale in carica regionale e la Fair-Play provinciale che giocherà contro i maschi».

Maurizio Rossi

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