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Va in prigione anziché sul podio

Va in prigione anziché sul podio

Incarcerato un azzurro dell’hockey, il reggiano Bulgarelli racconta l’episodio

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CORREGGIO. Marcello Bulgarelli la ricorderà per tutta la vita, l’edizione 2014 dei Campionati europei di hockey su pista. E ancor più la ricorderà Massimo Tataranni, uno degli azzurri che dopo 24 anni hanno riportato in Italia il titolo continentale.

Bulgarelli, dirigente del Correggio, ha accompagnato quale consigliere federale la Nazionale in Spagna; Tataranni è stato uno dei punti di forza della squadra allestita dal ct Massimo Mariotti. L’edizione degli Europei terminata sabato sera ad Alcobendas, nell’hinterland di Madrid, passerà in ogni caso alla storia per un episodio – un fattaccio – che ha coinvolto suo malgrado proprio Tataranni. Picchiato ed imprigionato una notte intera dalla polizia spagnola perché scambiato per un facinoroso. La sua colpa? Aver esultato, in piedi sulla ringhiera della pista, per il pareggio tra Spagna e Portogallo che ha consegnato il titolo europeo all’Italia.

Fatto sta che il giocatore è stato portato in prigione mentre l’Italia saliva sul podio con nove giocatori soltanto. A Tataranni la medaglia d’oro è stata consegnata nel primo pomeriggio di ieri, all’uscita del carcere. Ad aspettarlo c’era proprio Bulgarelli. «Due uomini – ricostruisce – lo hanno scambiato per un tifoso, eppure aveva la polo della Nazionale. E poi non stava facendo nulla di grave. Lo hanno preso per il collo e lo avrebbero anche colpito con pugni. Il nostro medico federale ha detto che Massimo sanguinava dal naso. I due erano in borghese, nessuno aveva capito che fossero poliziotti».

Scuse della Spagna? Macché, l’inno di Mameli è stato addirittura fischiato...

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