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Il preparatore atletico della Reggiana

«Siamo partiti tardi non saremo brillanti nelle prime giornate»

«Siamo partiti tardi non saremo brillanti nelle prime giornate»

CASTELNOVO MONTI. Tra i volti nuovi dello staff granata c'è Carlo Simonelli: un preparatore atletico che ama molto parlare del proprio lavoro tanto da insegnarlo all’università Insubria di Varese...

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CASTELNOVO MONTI. Tra i volti nuovi dello staff granata c'è Carlo Simonelli: un preparatore atletico che ama molto parlare del proprio lavoro tanto da insegnarlo all’università Insubria di Varese dove insegna scienze motorie».

Come si presenta ai tifosi reggiani?

«Faccio il preparatore atletico da alcuni anni e da tre sono nel calcio con la Pro Patria. Ho lavorato anche nel volley, con Busto Arsizio ed un club svizzero di serie A oltre che nel basket a Varese in una annata da dimenticare con Rusconi». Come ha trovato il gruppo granata?

«Il primo giorno ho faticato a farmi un'idea perché il maltempo non ha aiutato ma, in generale, stanno bene e manifestano una certa eterogeneità».

E’ un problema unire due blocchi?

«I giocatori già della Reggiana devono imparare ad interpretare meglio il mio pensiero ma ho visto che sono già in buone condizioni, anche quelli che arrivano dalla Pro Patria avevano i "compiti delle vacanze" pertanto mi sembra di vedere un organico già pronto. Quelli che vengono dalle giovanili ovviamente devono adeguarsi alla ritmica della prima squadra».

Ci saranno lavori differenziati per uomini come Ruopolo, o altri che provengono da infortuni?

«Ci saranno parti uguali per tutti, magari in momenti differenti in base ai ruoli perché ovviamente la corsa dei centrali difensivi è diversa da quella degli esterni mentre in queste prime fasi mi sono informato dai ragazzi dei loro traumi pregressi e cerco di personalizzare per ognuno di loro il lavoro più adeguato».

La sua preparazione a cosa è finalizzata?

«Spero che la forma arrivi prima dei play off (scherza, ndc). Non essendo partiti tanto presto non credo che saremo brillantissimi nelle prime giornate ma mi auguro soprattutto un mantenimento della condizione durante tutto l'anno. Gestendo individualmente gli scarichi dei giocatori in base al minutaggio, all'età degli atleti ed alla percezione della fatica».

Conoscere già il tecnico è un vantaggio?

«E' una cosa bellissima che permette di sapere in anticipo quale sarà il lavoro del mister e l'intensità dei suoi allenamenti. E' fondamentale che entrambi andiamo sulla stessa strada ed in base alle sue richieste cercherò di strutturare, settimana per settimana, il mio lavoro».

Si è già rapportato col medico sociale Taglia?

«Abbiamo parlato poco finora anche a causa del brutto infortunio di De Biasi ma mi sembra una persona molto disponibile al confronto».

A proposito di De Biasi, quando lo rivedremo?

«Per infortuni ai legamenti crociati si parla di 5-6 mesi ma è presto per dare un parere certo sul suo recupero».

C'è un atleta in particolare che l'ha colpito in carriera?

«Andreoni. Lo ritengo uno dei giocatori fisicamente più forti che abbia mai avuto».

Juri Panciroli

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