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Federcalcio inflessibile la Correggese resta in D

Federcalcio inflessibile la Correggese resta in D

Ammesse alla LegaPro unica Torres, Martinafranca e Aversa Normanna Negata ai biancorossi la possibilità di utilizzare il Cabassi, da qui la bocciatura

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CORREGGIO. Dapprima la notizia. Che arriva intorno alle 14.30 , quando la bocca sa ancora di caffè del dopo pranzo. Il Consiglio federale, a Roma, ha deciso: ripescate nella nuova LegaPro sono Aversa Normanna, Martinafranca e Torres. La Correggese non c'è. Dovrà ripartire dalla serie D, dopo averne vinto i play off che, in termini teorici, servivano a stilare la classifica delle (eventualmente) ripescabili.

TERRENO MINATO. Il mancato ripescaggio non è del tutto un fulmine a ciel sereno. Il terreno era già stato preparato, per ogni singola goccia di delusione, addirittura nei mesi scorsi.

Motivazioni plurime: la più lontana risale alla prima settimana di maggio. La Correggese si appresta ad affrontare i play off di serie D. E li vince, la truppa biancorossa. Nonostante la batosta morale subìta all'ultima giornata con la Lucchese. Zini e compagni arrivano alla semifinale col Matelica che cade il primo di giugno. Ma nella settimana precedente la Federcalcio stila un comunicato (il 171/A del 27 maggio) che sa di beffa, a prescindere dal risultato sportivo. «Le società per essere ripescate dovranno ottenere la licenza nazionale relativa al campionato per il quale chiedono il ripescaggio. Ai fini del ripescaggio nella Divisione Unica LegaPro, non saranno ammesse deroghe sui criteri infrastrutturali fissati dalle licenze nazionali».

LA LEGA. Mario Macalli prende la palla al balzo e stila a sua volta un comunicato che fa riferimento a quello federale: «Il Comunicato 171/A nega alle società richiedenti il ripescaggio la possibilità di ottenere deroghe sui criteri infrastrutturali fissati dalle licenze nazionali per i propri stadi, questo a nostro avviso sta a significare che la società non potrà ottenere alcuna deroga, nel caso in cui lo stadio non presenti le caratteristiche strutturali richieste, come invece poteva avvenire durante la scorsa stagione (…)» In pratica, vengono cambiate le regole del gioco mentre ancora si sta giocando. In parole ancora più povere: Correggese, vinci pure quei play off, ma sappi che se in due mesi non metti a norma lo stadio Borelli sei fuori.

NONOSTANTE TUTTO. Ma in casa biancorossa si respira ottimismo. D'altronde la regola per i ripescaggi parla ancor più chiaro: saliranno in serie C una retrocessa dalla LegaPro e una dalla D (tramite play off), una retrocessa e una dalla serie D e così via. Si arriva al punto che la Bagatti Band, questi benedetti play off, li vince. Nel frattempo si viene a sapere che Padova, Siena e Viareggio saltano per aria, mentre altre società, vedi Cuneo, rinunciano alla richiesta di ripescaggio

C'è speranza. Arriva pure l'accordo tra le amministrazioni comunali di Correggio e Carpi per la concessione dello stadio Cabassi. Ma ancora una volta l'ottimismo del patron Claudio Lazzaretti viene smorzato dalle parole del ragioniere di Crema, padrone di casa della LegaPro, che dalle colonne dei giornali tuona: «Lo ripeto, non verranno concesse deroghe». Un Macalli così inflessibile non s'era mai visto.

Il resto è storia recente. Inutile rimarcare che vengono ripescate tre squadre retrocesse dalla LegaPro (facendo fuori la regola dell'alternanza) e che, stando ai ben informati, la Correggese avesse ricevuto rassicurazioni sul proprio posticino in LegaPro. Resta l'amarezza dei biancorossi in ritiro a Montese, rimasti a digiuno dal pranzo pur di rimanere in contatto con Roma tramite l'addetto stampa Nando Vescusio che ha comunicato loro la notizia in tempo reale.

Roberto Tegoni

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