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La corazzata di Menetti non presenta punti deboli

La corazzata di Menetti non presenta punti deboli

Basket serie A: il ds Frosini ha costruito una Grissin Bon fortissima e completa Tra certezze, fuoriclasse e giovani gioielli, il coach ha una squadra... da paura

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REGGIO EMILIA. Tante certezze, un paio di scommesse ben calibrate e una squadra pensata per vincere e convincere, con una "durata" di almeno un paio di stagioni. La Grissin Bon, con l'ingaggio di Lavrinovic ha cocostruito una rosa davvero completa e profonda, come mai se n’erano viste a Reggio.

L'ARSENALE. Pericolosità dal perimetro, centimetri e qualità vicino a canestro; attitudine difensiva, giocatori con esperienza internazionale ai massimi livelli europei e giovani talenti in piena ascesa. Il sogno di ogni allenatore è proprio quello che il ds Frosini ha messo in mano a Menetti che ha a disposizione una piccola corazzata. Capace di cambiare volto e caratteristiche a seconda degli avversari e dei momenti delle partite.

TRIS D’ASSI. Olaymaker titolare, capobranco designato: Andrea Cinciarini, al terzo anno a Reggio esemplifica la continuità del progetto tecnico biancorosso oltre a essere l'uomo di fiducia di Menetti.

Guardia titolare, l'mvp in carica del campionato: Drake Diener. E già qui ci sarebbe di che sorridere per i tifosi che potranno inoltre contare su Ojars Silins nella posizione di ala piccola. Questa sarà una delle scommesse della Grissin Bon che però sa già bene cosa sappia fare sui due lati del campo il gioiellino lettone. Nient’altro che il migliore nella serie play off contro Siena.

DUE JOLLY. Sotto canestro le soluzioni a disposizione di Menetti sono una merce rara, forse unica in serie A. Riccardo Cervi si è dimostrato nei play off (ed ora in Nazionale) il centro numero uno in Italia. In difesa con lui non si passa e sia in transizione che in attacco sta mostrando miglioramenti sensibili. Darjus Lavrinovic, come Polonara, è costituisce l’ esempio perfetto di ala-centro moderna. Il lituano possiede tutti i movimenti spalle a canestro di un centro, nonché i chili ed i centimetri per fare la differenza in area. Vi aggiunge un tiro dalla distanza mortifero ed un'agilità che gli consentono di giostrare sia come tagliante che come tiratoreM costringendo le difese a scegliere di che morte morire. Per non farsi mancare niente, è anche un passatore eccellente, mentre in difesa può occuparsi anche di giocatori più piccoli, creando con Cervi una no flight zone impenetrabile.

Achille Polonara ha nell'agilità, nella corsa e nell'atletismo le armi migliori. Pericolosissimo in contropiede e molto efficace a rimbalzo, ha trascorsi da centro che gli hanno dato buoni movimenti da interno sui due lati del campo, mentre gli anni di lavoro sul tiro e sul fisico a Varese lo rendono un tiratore sempre più efficace, ala grande nel sangue, ma perfetto per i quintetti piccoli di Menetti, dove può giocare anche da centro tattico.

PANCHINARI A CHI? Con una rosa di questo livello, non ha granché senso parlare di titolari e riserve. Un'idea potrebbe essere Cervi dall'inizio assieme a Polonara, utilizzando Lavrinovic per 20-25 minuti di qualità nei momenti decisivi.

Avere come primo cambio degli esterni Rimantas Kaukenas è un altro lusso. Attaccante e tiratore favoloso, con lui in campo la squadra guadagna in ordine ed organizzazione.

ASTRI NASCENTI. Sono giovani ed italiani, i primi due cambi di Cinciarini e Diener. Il titolo di mvp nei trionfali Europei Under 20 e le buone cose nella Nazionale garantiscono sulle qualità di Amedeo Della Valle che era corteggiato da mezza Italia mentre Federico Mussini è divenuto il punto di riferimento della Nazionale Under 18. Chiamale scommesse...

Daniele Valisena

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