A Reggio Darjus Lavrinovic, l'asso della Grissin Bon
Primo abbraccio con i tifosi, con il gigante lituano la Grissin Bon punta allo scudetto.
REGGIO EMILIA. «Sono a Reggio perché è una società splendida e con grande ambizioni, il posto perfetto dove vivere, per me e la mia famiglia». Torreggia in mezzo a decine di tifosi Darjuš Lavrìnovic (con l'accento sulla i, come puntualizza lui stesso), accorsi ieri in massa nella splendido scenario del circolo di Equitazione per dare il benvenuto a quello che è il più forte lungo della storia della Pallacanestro Reggiana. Mai si erano visti tanti tifosi alla presentazione di un giocatore biancorosso e l'elettricità nell'aria è manifesta. (GUARDA LE FOTO)
Le prime parole. Il mormorio nella sala conferenze del Cere si spegne di colpo quando i 212 centimetri del gigante lituano si profilano fuori dall'ingresso. Accanto a lui anche Frosini sembra un fuscello. Braccia possenti, passo deciso e agile. Preceduto dalla bellissima moglie Edita, Lavrinovic china il capo ed entra, squadrando la folla col suo sguardo duro e tagliente. Vien poca voglia di scherzare, ma il giocatore smorza subito la tensione con un "Buongiorno" che mette tutti a proprio agio.
«Sono molto felice di giocare qui - esordisce il lituano in un inglese "da combattimento" non proprio oxfordiano ma semplice ed efficace - ho parlato a lungo con Kaukenas e Slanina, che mi hanno raccontato ogni dettaglio dell'Italia e di Reggio. Sono qui per aiutare la squadra, il coach e i miei compagni, ma soprattutto sono qui per vincere».
La lunga strada. Le sue sono parole da campione, da giocatore che per tutta la vita ha giocato per vincere e spesso ce l'ha fatta. Ma sono anche le parole di un padre di famiglia, di un marito che vuole il meglio per sé e per i suoi cari, il tutto senza sacrificare niente della propria ambizione professionale. Sembra quasi incredibile che Reggio possa offrirgli tutto questo, come ricorda lo stesso Alessandro Dalla Salda introducendolo. «La strada che porta a Lavrinovic è stata molto lunga - afferma l'amministratore delegato - comincia tre anni fa, quando stavamo retrocedendo in Serie B, passa attraverso questi tre anni di crescita e l'arrivo di Lavrinovic è un ulteriore passo avanti nel nostro progetto».
La città. Per conoscere i compagni ci sarà tempo, ma la volontà in quanto a professionalità e rapporto l'ambiente, tutto sembra partire con il piede giusto. «Oltre a Kaukenas non conosco nessuno, però ho giocato contro Cinciarini con la Nazionale (manco a dirlo, battendo lui e l'Italia, ndc) e contro Diener in coppa». Quel che è certo è che loro conoscono lui e che in questi due giorni è già stato conquistato da Reggio. «Perfetta» dice in italiano l'atleta del baltico. «Kaukenas mi ha raccontato tutto della città e di cosa sia vivere qui e far crescere i propri figli in un posto come Reggio. Il tutto in un club con un'organizzazione eccellente e con grandi ambizioni. Era ciò che cercavo».
Daniele Valisena
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