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REGGIANA CANCELLATA

Mario Neri «Vi spiego perché il calcio a 5 ora è in difficoltà»

Mario Neri «Vi spiego perché il calcio a 5 ora è in difficoltà»

REGGIO EMILIA. La crisi che sta falcidiando il calcio a 5 colpisce duramente anche nella nostra provincia. Facendo uscire di scena nientemeno che il club più prestigioso e titolato: la Reggiana. Il...

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REGGIO EMILIA. La crisi che sta falcidiando il calcio a 5 colpisce duramente anche nella nostra provincia. Facendo uscire di scena nientemeno che il club più prestigioso e titolato: la Reggiana. Il club granata ha ceduto i propri gioielli di famiglia – alcuni alla concittadina cadetta Fratelli Bari – e non si è iscritto alla serie A2.

Mario Neri, ex trainer della Reggiana Calcio a 5 ed ora al timone tecnico della Fratelli Bari, è l’addetto ai lavori più indicato per fare il punto e qualche riflessione.

Quali problemi stanno mettendo in difficoltà questa disciplina?

«A livello nazionale, direi che manca un ricambio generazionale e soprattutto un cambio di mentalità improntato più sulla managerialità. Siamo arrivati all'assurdo che la Nazionale vince il campionato europeo e la nostra serie A fa fatica a comporre un girone da più di 10 squadre».

Altri punti critici?

« Vi sono società che vogliono arrivare al vertice senza consolidarsi, scalando in apnea la graduatoria per poi chiudere i battenti. Società che promettono rimborsi faraonici senza avere la copertura per poi smantellare le squadre a campionato in corso. C’è poca preparazione da parte della classe dirigenziale societaria».

E a livello tecnico?

«Spesso il direttore sportivo o allenatore o team manager che sia svolge questo ruolo in quanto nelle grazie di chi comanda. C’è poi poca attenzione al bacino giovanile che è la linfa per una società che vuole stare a galla senza svenarsi. Ho tralasciato appositamente la crisi economica, perché come diceva Einstein: chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è quella dovuta all'incompetenza».

Dopo anni di boom a Reggio stanno sparendo sempre più società: come si può fare per riportare la nostra provincia nell'elite regionale?

«Dobbiamo essere consci che le abitudini dei ragazzi e della popolazione in generale sono in cambiamento. Ae prima avevamo due o tre sport di riferimento, ora le opportunità di svago e pratica sportiva sono più ampie. Per il calcio a 5 nello specifico, ci sono due strade: aprire il portafoglio prendendo tutti i giocatori più rappresentativi e quindi ritrovarsi tra qualche anno punto a capo, oppure investire con lungimiranza sul vivaio e sulle capacità».

Un consiglio ai neofiti?

«Per giocare devi allenarti, se vai al bar o a vedere le partite di Champions e non puoi fare parte di una squadra, prima viene il gruppo e poi viene il singolo». (a.s.)

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