Notte di festa, con raid... dai cugini
La baldoria per la conquista del Montagna coinvolge sino all’alba tutta Cavola
CAVOLA. Fino all'ultima stella: sì, dura tutta la notte la festa-felicità del Cavola, trionfatore per la quinta volta del Montagna.
«C'era quasi tutto il paese ad attenderci, dopo la partita», racconta il dirigente rossoblù Riccardo Borgonovi. Gli eroi della finale di Baiso, vinta contro il Leguigno, sono accolti a suon di strombazzate, fumogeni e cori di giubilo, "Siamo noi, siamo noi, i campioni del Montagna siamo noi". Noi, senza ovviamente dimenticare loro: "Chi non salta è di Corneto uhè, uhè... chi non salta...".
Poi tutti al ristorante Valverde: «Eravamo un centinaio – relaziona ancora Borgonovi – abbiamo occupato l'intero locale. C'erano tutti: giocatori, locali ed esterni, staff, tantissimi tifosi...». Già, tantissimi, ma non tutti. Non ci stavano. E allora via con l'apertura straordinaria del Virgin Cafè, lo spazio estivo del Kiss, dove anche il resto dei festeggianti ha aperto il grande momento delle ore piccole. «E' letteralmente scoppiata la felicità di un intero paese. Tanta gente ha dato vita ad un carosello festoso, una carovana che ha compiuto il giro di Cavola facendo tappa tra bar e luoghi di ritrovo».
IL RAID. E intanto la squadra mangiava e beveva euforica al ristorante, dove pare che il giocatore Edoardo Nani, espulso nel corso della partita, non abbia voluto bere del rosso; solo birra. Quando sono le tre di notte il ristorante chiude e si aggiunge un posto a Cavola: Corneto. Sì, qualcuno della comitiva decide di fare visita al paese dei cugini, tradizionali rivali sportivi. Borgonovi la racconta con piacere: «Alcune macchine sono partite e si sono dirette a Corneto, e una volta in paese non sono mancati i cori e qualche squillo di tromba». Probabilmente qualcuno si sveglia di soprassalto, spaventato: "Chi Cavola è?". Nessuno, solo i campioni. Esatto, «per ricordargli – gongola Borgonovi – che siamo noi. Una di quelle cose che qui in montagna ci rallegrano».
Ma se a Corneto qualcuno si sveglia, a Cavola in tanti non sono ancora andati a dormire. A chiudere la brillante festa è solo la luce dell'aurora. Un sole che ride. E che accompagna i sospiri del giorno dopo: «Siamo felicissimi – conclude Borgonovi – per questo traguardo. Un successo inaspettato: l'obiettivo, quest'anno, era semplicemente quello di fare meglio dell'anno scorso, quando siamo stati eliminati nella prima fase. Poi... Ogni volta che arriviamo in finale ci dànno per sfavoriti, ed ogni volta vinciamo. In dodici anni abbiamo conquistato un titolo Giovanissimi e 5 Dilettanti: stiamo raggiungendo la vetta dell'albo d'oro del torneo».
Non c'è che dire, un Montagna sempre più cavoloso.
Massimo Bassi
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