«Grissin Bon da vertice fra due anni»
L’ad Dalla Salda: «Stiamo potenziandoci stagione dopo stagione ma per ora vedo superiori Milano, Sassari e Venezia»
REGGIO EMILIA. «Siamo ambiziosi ma vogliamo fare le cose per bene e con calma. Potremo essere da vertice in un paio di anni, direi». Non si nasconde ma neppure si sbilancia Alessandro Dalla Salda, amministratore delegato della Pallacanestro Reggiana, parlando del futuro del club.
STRATEGIA. L’innesto di Darjus Lavrinovic è stato il più pesante dell’estate Grissin Bon, ancora più incisivo di quello di Diener per la tipologia di giocatore rappresentato, un atleta da Eurolega. «Senza mancare di rispetto a nessuno, uno come Darjus non l’avevamo. Per crescere bisogna passare da giocatori di altro livello come lui, come Diener e come Kaukenas, la cui conferma era una priorità, per quello che fa in campo e non solo».
Arrivare al poderoso lungo lituano non è stato semplice: c’è voluto un lavoro iniziato a maggio, alle finali di Eurolega a Milano, visitate da Frosini e Dalla Salda. «Giocatori come Lavrinovic non li scegli tu, sono loro che ti scelgono. E’ come corteggiare una bella donna: gli fai capire quel che puoi offrire, poi la scelta spetta all’altra parte. E siamo contentissimi che Darjus abbia puntato su di noi».
PAZIENZA. Adesso, è il momento di avere pazienza e lavorare: «cinque giocatori sono impegnati sino a settembre con le Nazionali, è chiaro che la vera squadra si vedrà solo allora, anche questo fa parte del nostro percorso. Io sono molto contento di aver mantenuto continuità ed aver costruito un nucleo di giovani, italiani e non, perché penso anche a Silins».
Uno zoccolo duro, visto come strategia vincente per crescere: «ormai è quasi una prassi, per le squadre italiane di basket, rifare la rosa ogni anno. Beh, facendo così, noi che partiamo da dietro rimarremmo sempre alla stessa posizione. Noi invece vogliamo crescere e puntare un gruppo solido, da rafforzare, è la strada migliore». Gli innesti sono perfetti, in questo senso: «un giocatore come Lavrinovic è un fattore di crescita, per quello che può fare in campo, come esempio per i compagni e per quello che porta come immagine ed esperienza».
FUTURO. Con un obiettivo finale ambizioso: «non credo che adesso siamo una squadra da vertice assoluto. Siamo ambiziosi, vogliamo arrivare in cima ma nel modo giusto, crescendo. Credo che in due-tre anni saremo pronti a quel livello e Darjus è arrivato proprio in questa ottica».
Mettendo in conto ogni evenienza: «speriamo che vada tutto bene, ci sono anni in cui tutte le scelte si incastrano, come due anni fa: eravamo partiti per salvarci e ci siamo giocati una semifinale scudetto a gara 7 dei quarti di finale. Bisognerà vedere sul campo».
A parte l’inarrivabile Milano, per Dalla Salda davanti a Reggio ci sono almeno due club: «Sassari, giustamente, per quello che ha fatto in questi anni e per la nuova squadra. E poi Venezia, indiscutibilmente regina del mercato».
A proposito di mercato, l’amministratore delegato spegne anche i fuochi sui presunti investimenti faraonici: «non abbiamo speso chissà cosa. Prima di tutto, abbiamo speso quello che potevamo secondo il nostro budget. E poi la crisi, in questo senso, ha aiutato, abbassando le pretese e permettendoci di essere competitivi».
Per finire, un cenno al rapporto con l’altra società emergente attiva nel territorio reggiano, anche se in... prestito, il Sassuolo Calcio: «beh, Mapei è anche nostro sponsor. Comunque stiamo valutando collaborazioni, proposte comuni, anche il loro è uno spettacolo di alto livello».
Adriano Arati
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