«Nella Grissin Bon voglio dimostrare tutto il mio valore»
Basket serie A, il play Mussini pensa alla prossima stagione dopo l’europeo Under 18 giocato da assoluto protagonista
REGGIO EMILIA. In attesa di giocarsi le sue carte in prima squadra, Federico Mussini si è presentato con un grande europeo Under18 in maglia azzurra: «Non pensavo nemmeno io di giocare così bene. Sono entrato nel miglior quintetto e ci siamo qualificati per il mondiale. Un grande gioia e una grande iniezione di fiducia nei miei mezzi».
Ha incontrato avversari tosti: chi l’ha impressionata?
«Mi hanno colpito Dragan Bender della Croazia, un’ala piccola di 2 metri e 10 e Tolga Gecim della Turchia, un play di oltre 2 metri».
Fra gli azzurri chi vorrebbe portare a Reggio?
«Diego Fiaccadori perché con lui mi sono trovato bene dentro e fuori dal campo. Sa fare canestro in ogni modo e questo permette anche ai suoi compagni di avere più spazio perché la difesa si concentra su di lui».
Ha diverse offerte di borse di studio dagli States ma ha deciso di restare a Reggio. Perché?
«Mi hanno chiamato 4 o 5 università ma voglio finire qui gli studi. Valuterò questa possibilità l’anno prossimo anche in base a come andrà questa stagione e in base al contratto che mi proporranno».
Ha parlato con Amedeo Della Valle dell’opportunità di frequentare il college?
«Si, mi ha detto che sarebbe un’esperienza molto utile perché si gioca in modo diverso e si lavora molto sul fisico».
A proposito di fisico, si dice che questo sia forse il suo unico punto debole. La preoccupa il confronto con i giocatori della serie A?
«No. In alcuni casi il mio fisico può essere un vantaggio perché sono più agile e veloce. In difesa potrebbe invece essere uno svantaggio quindi dovrò lavorare per ingrossarmi senza perdere velocità».
I suoi punti di forza?
«Velocità e tiro, specialmente da tre punti. Penso di essere anche un buon passatore».
L’esperienza in C regionale a Correggio l’ha aiutata a prepararsi al basket professionistico?
«Sì. Gareggiando sia nel campionato giovanile sia in C regionale ero costretto ad adeguarmi in continuazione a modi di giocare differenti. In C si impara ad affrontare un basket dove c’è meno tecnica e si gioca più sporco».
Come le sembra la nuova Grissin Bon?
«E’ un bella squadra, con tanti ragazzi ma anche veterani da cui potrò imparare molto come Kaukenas, Lavrinovic o Cinciarini».
Cosa si aspetta dalla prossima stagione?
«Non vedo l’ora di iniziare perché voglio dimostrare il mio valore. Voglio dimostrare che non sono solo un giovane messo lì per far numero ma che posso rendermi utile in campo».
Riccardo Bellelli
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