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Reggiana, tante certezze e qualche punto debole

di Wainer Magnani
Reggiana, tante certezze e qualche punto debole

La squadra interpreta già bene la filosofia di gioco del mister Colombo ma va completata, mentre Alessi ha bisogno di tempo per fare il “metronomo”

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REGGIO EMILIA. Il test di Coppa Italia contro il Pro Piacenza ha dimostrato, se mai ce ne fosse bisogno, che il livello tecnico del girone B è decisamente modesto ed alla portata di una Reggiana che, se completata, può recitare un ruolo da protagonista. Una considerazione che deve fungere da stimolo per la società per mettersi alla pari delle squadre che vogliono competere per le prime posizioni.

L'attuale Reggiana ha palesato due o tre carenze, in parte prevedibili e in parte da colmare con nuovi innesti. Condizione atletica e velocità di manovra sono proporzionate al fatto che i granata hanno un preparazione di una ventina di giorni ma è pur vero che all'inizio del campionato mancano tre settimane, per cui c'è tempo per presentarsi in eccellenti condizioni fisiche. A Piacenza si è già visto qualcosa di meglio, poi è evidente che ci sono giocatori più o meno in forma.

IDEE CHIARE. Il dato essenziale è che l'allenatore Alberto Colombo ha una precisa idea di gioco. Ovviamente alcuni automatismi – le percussioni dei terzini, gli interscambi con gli esteni, le sovrapposizioni sulla fascia, gli inserimenti da dietro e le chiusure difensive – non sono ancora perfetti ma qualcosa di positivo si è visto. Nessun giocatore viene usato fuori posto e questo è già un elemento essenziale anche se c'è chi si deve adattare, vedi Parola e Alessi come regista davanti alla difesa ma il tecnico ne è pienamente cosciente.

Altro aspetto importante: ci sono giovani che hanno alle spalle già un anno di esperienza in categoria (Andreoni, Mignanelli, Siega, Spanò) dunque non hanno bisogno di ambientamento, inoltre a livello di reparto formano già un buon gruppo. C'è già un'idea di gioco che ovviamente dovrà essere migliorata dalla condizione e perfezionata con almeno due o tre innesti ma devono essere fatti senza fretta, cogliendo le occasioni giuste. C'è bisogno di giocatori che facciano compiere un salto di qualità ai vari reparti, non di atleti da prendere per numero.

L’ATTACCO. La Reggiana al momento ha poco peso offensivo, anche se Sinigaglia ha evidenziato di essere un attaccante spigliato, di personalità ed in grado di vivacizzare il fronte offensivo; pur senza trascurare un Siega che può esplodere ed un Brunori migliorato.

Resta il punto interrogativo su Ruopolo che stenta a ritrovare il passo dei tempi migliori ma ha grande tenacia e gliene va dato atto. Occorrerà vederlo anche assieme a Sinigaglia per capire realmente se può tornare il Ruopolo di due anni fa. Questo è il primo nodo da sciogliere perché il modulo che Colombo predilige ha bisogno di un centravanti che faccia salire la squadra, che inneschi gli esterni per poi andare a rifinire l'azione in area di rigore .Il Ruopolo stile Padova lo può fare ma la società sta pensando, non è un segreto, al grande colpo Bocalon.

LA MANOVRA. Altra considerazione che balza agli occhi è la qualità della manovra. Angiulli, Parola e Bruccini danno consistenza, forza e personalità al centrocampo ma non si può chiedere a nessuno diloro illuminare la manovra o di avere i giusti tempi di uscita della palla. Sanno coprire bene la difesa, offrire garanzie in fase di interdizione ma stentano nelle ripartenze.

In questo contesto si inserisce il discorso Alessi. Le potenzialità per diventare il "metronomo" granata ci sono: visione di gioco, tecnica, facilità di palleggio ma deve ancora capire il segreto del ruolo. Non è facile anche perché non ha nessun "maestro" alla Grieco o alla Saverino che lo possa aiutare ad entrare nella parte.

Le sue difficoltà maggiori sono in fase di interdizione, non a caso in due partite è sempre stato ammonito. Non è una scommessa persa, anzi. Si può insistere anche se ovviamente sarebbe meglio, per Colombo, avere un giocatore di ruolo, magari giovane.

A livello difensivo il portiere Feola ha cancellato qualche ombra, c'è curiosità per vedere Spanò e Sabotic ma è evidente che Zanetti ha la personalità per guidare la retroguardia. De Giosa fa il gioco "sporco" e lui rifinisce: è proprio una bella coppia.

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