«Pachachek è forte e molto serio Reggio ha trovato un gioiello»
REGGIO EMILIA. Adam Pachachek è il quinto straniero della nuova Grissin Bon e forse il meno conosciuto, vista anche la sua giovane età. A garantire per lui è Giordano Consolini, ex coach...
REGGIO EMILIA. Adam Pachachek è il quinto straniero della nuova Grissin Bon e forse il meno conosciuto, vista anche la sua giovane età. A garantire per lui è Giordano Consolini, ex coach biancorosso, che da tempo cresce talenti alla Virtus Bologna ed ha allenato l’ala della Repubblica Ceca negli ultimi 3 anni.
«Innanzitutto è un ragazzo speciale: serio, educato e sensibile. Sa cos’è la responsabilità ed è stato bravo a continuare gli studi a Bologna prendendo la maturità. Mi fa piacere che sia finito a Reggio, piazza a cui sono molto legato e so che lavora bene. Avrò la possibilità di venire a vederlo più volte».
Il fatto che lei gli abbia dato la fascia di capitano fa pensare ad un ragazzo con la giusta mentalità.
«Certo. Quando in giovanissima età decidi di lasciare il tuo paese, i tuoi amici, per venire qui a giocare a basket, vuol dire che sei molto determinato e motivato. Adam ha affrontato e superato i classici problemi di lingua e cultura differenti e si è sempre distinto per impegno in allenamento».
Quali sono le sue caratteristiche tecniche?
«E’ un’ala forte. Quando è arrivato aveva difficoltà a giocare spalle a canestro ma ha lavorato molto per migliorare e colmare le lacun. Il fatto che a Udine abbia vinto il titolo di Mvp conferma i suoi progressi. Ora è decisamente più completo, ha una buona presenza in area sia in attacco che in difesa. Sta anche migliorando nel gioco frontale a canestro che penso sia fondamentale per un’ala che voglia misurarsi ai massimi livelli».
Pensa che possa già essere pronto per dare qualcosa in prima squadra?
«Il salto dalle giovanili al professionismo è grosso e sicuramente a Reggio dovrà continuare il suo percorso di crescita. E’ importante che si sappia guadagnare il rispetto di compagni e allenatore e che eviti errori banali che tolgono fiducia e possono danneggiare la squadra in partita. Per un giovane è importante dimostrare affidabilità e lavorare forte in allenamento per mostrare le proprie doti».
«Essendo legato affettivamente a Menetti, spero che Pachachek possa dargli una mano. E’ in una squadra che punta in alto. Il fatto che abbia firmato un triennale mi fa pensare che la società creda in lui e abbia in mente un percorso di crescita del giocatore».
Riccardo Bellelli
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