«Così porto la Grissin Bon al top della condizione»
Basket serie A, il preparatore atletico del team reggiano Emanuele Tibiletti «Chi arriverà dalla nazionale dovrà fare un lavoro specifico per rigenerarsi»
REGGIO EMILIA. Un lavoro diverso, da coordinare usando l’esperienza dell’anno passato. La nuova Grissin Bon, che fra pochi giorni si ritroverà per il raduno, dovrà affrontare una preparazione fisica peculiare rispetto a quella tradizionale. I motivi sono due. Praticamente metà squadra - i quattro azzurri e Lavrinovic - arriveranno in ritardo per gli impegni con le Nazionali. L’Eurocup, poi, inizierà metà ottobre, e quindi sin dall’avvio i biancorossi dovranno fronteggiare un doppio impegno settimanale.
«Dovremo dividere il lavoro in due fasi separate, e prepararci per la doppia partita, usando l’esperienza della stagione scorsa» spiega Emanuele Tibiletti, il responsabile della preparazione fisica ed atletica della Grissin Bon.
Come si snoderà la preparazione?
«Chi inizia a fine agosto, e viene da un’estate di lavoro individuale e di riposo, dovrò concentrarsi sulla fase metabolica».
In pratica?
«Prima ci concentreremo sulla parte articolare, sull’elasticità, e pian piano su quella muscolare, per accumulare l’energia necessaria alla stagione».
Chi viene dalla Nazionale avrà ben altra condizione, giusto?
«Loro saranno già allenati, e con loro dovremo pensare a una fase di rigenerazione, per farli recuperare in vista del campionato».
È difficile coordinare il lavoro?
«C’è grande collaborazione con la Nazionale. Io sono in contatto con lo staff medico azzurro, come Max Menetti con quello tecnico. Sono sempre aggiornato sulle condizioni dei nostri giocatori, siamo anche andati a vederli».
A ottobre partirete con due competizioni. Cosa comporta?
«Dovremo essere bravi a gestire il lavoro, facendo tesoro dell’esperienza avuta già l’anno scorso per bilanciare tutto a dovere».
Come state lavorando?
«Abbiamo disegnato una prestagione pensata proprio per questo, con tanti tornei e partite ravvicinate, per abituarci al doppio impegno».
Chi arriva dalle Nazionali sarà avvantaggiato?
«In questa fase sì, perché in Nazionale si giocano spesso partite in fila».
I giocatori non rischiano di spremersi, però?
«Un calo nel loro caso è normale, fisiologico, di solito arriva a cavallo dell’anno, attorno a gennaio».
Come pensate di ovviare?
«Lavoreremo progressivamente sulla rigenerazione, e a gennaio dovrebbe esserci l’All Star Game. Sarà l’occasione per recuperare energie con un lavoro specifico».
La routine quotidiana come sarà?
«Dovremo essere bravi a recuperare e a fare una buona programmazione individuale, questo è fondamentale».
Perché?
«Vi sono giocatori che faranno sempre 30 minuti, altri che avranno poco spazio, e il lavoro atletico dovrà essere calibrato sulle singole situazioni».
Adriano Arati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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