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I Danny Boys chiudono i battenti

I Danny Boys chiudono i battenti

Basket serie D, Guidetti: «Trovare uno sponsor è come giocare al Gratta e vinci»

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REGGIO. Dopo 21 anni di attività, i Danny Boys, rappresentanti del settore basket della società Pieve di Reggio, chiudono i battenti.

Un’altra squadra reggiana è costretta a sospendere l’attività a causa degli alti costi e la decimazione degli sponsor falcidiati dalla crisi.

La società Pieve, che milita in serie D, si è trovata a dover fare delle scelte e purtroppo per il movimento cestistico, ha preso una decisione drastica come spiega il dirigente Roberto Guidetti.

«Ormai reperire sponsor è come giocare al gratta e vinci. Nessuno ne vuole più sapere. La Pieve nasce come società di pallavolo e ha deciso di privilegiare il volley concentrando tutte le risorse su quello sport».

Oltre agli sponsor però anche i costi delle federazione hanno contribuito: «Se la Fip utilizzasse dei parametri consoni al momento di crisi, forse almeno un altro anno in serie D avremmo potuto farlo, ma a certe cifre non era possibile. Anziché aiutare le società in crisi, con certe spese che impongono, ti costringono a chiudere. Non avendo settore giovanile, per noi ogni giocatore comportava un costo e questo è stato fatale».

La situazione porterà presto Guidetti anche a fare un passo indietro.

«Dopo tanti anni da dirigente, ero venuto qui perché pensavo che ci fosse un certo progetto, che si potesse sviluppare un settore giovanile che oggi giorno è fondamentale per le società ma a quanto pare non se ne farà nulla quindi darò le dimissioni».

La società era retrocessa dalla serie D alla fine della scorsa stagione ma a quanto pare nemmeno il campionato di Promozione era una soluzione praticabile: «Disputare il campionato sapendo di non potersi permettere di vincerlo sarebbe stato poco motivante. La serie D non avremmo potuto giocarla nemmeno il prossimo anno».

La serie D quindi perde in un solo colpo sia lo Sciotaim che i Danny Boys che avrebbero potuto giovare del ripescaggio in categoria.

Un altro duro colpo al movimento che dovrebbe far pensare allo stato di salute del nostro basket che già negli scorsi anni ha visto auto retrocedersi diverse società e sparire realtà importanti come la Coopsette e Guastalla.

Riccardo Bellelli

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