Senza un bomber è la solita musica
Granata sciuponi, un Pavia spietato vince 2-1 e si qualifica
REGGIO EMILIA. La Reggiana perde nel debutto stagionale contro il Pavia e viene eliminata dalla Coppa Italia.
Una sconfitta amara, visto che proprio nei minuti di recupero Alessi ha fallito il rigore del possibile pareggio ma che lascia qualche spiraglio di ottimismo.
La differenza che ha determinato il risultato sono stati gli errori sotto porta di Ruopolo, Vernocchi e Alessi mentre il Pavia è stato spietato nel trovare il bersaglio grosso. Ora si tratta di capire dove iniziano i demeriti dei granata e i meriti degli avversari.
A livello complessivo si può parlare di una Reggiana che ha mostrato sprazzi di calcio interessante e anche spunti per essere ottimisti. E’ una squadra che ha caratteristiche particolari: ama il fraseggio in mezzo al campo anche se a livello fisico ha sofferto la forza atletica del Pavia. Quando Siega e compagni giocano in velocità diventano pericolosi anche se il problema principale è la capacità di andare in gol. Ruopolo quasi sempre gioca per la squadra, tanto che ha avuto una sola ghiotta occasione per portare la squadra sul 2 a 0 e forse chiudere il match ma ha mandato la palla alta. Non a caso l’avvio della Reggiana è stato di pregevole fattura, tanto che Siega dopo sette minuti aveva già fatto centro. Ecco, Siega è una lieta novità. Un ala che cresce di partita in partita e non a caso è andato in gol a Piacenza e si è ripetuto ieri. Poi al 28’ la Reggiana ha sciupato con Ruopolo la palla del raddoppio e così è stato il Pavia a prendere coraggio.
Sotto pressione la difesa granata ha mostrato quelle che sono le sue carenze: una coppia centrale arcigna ma che soffre se viene presa in velocità e se Maltese e Angiulli vengono superati, com’è stato in occasione del pareggio, per Zanetti e De Giosa sono problemi seri. Così è arrivato il pareggio (37’st) di Andrea Ferretti .
Nella ripresa la Reggiana ha nuovamente iniziato col piglio giusto, mostrando di avere compattezza e capacità di portare il pressing nel recupero della palla. Nel momento migliore (6’st) con Vernocchi ha costruito la palla del possibile vantaggio ma il giovane attaccante ha esaltato le doti del portiere Facchin non trasformando un gol che sembrava fatto.
Così, come era successo nel primo tempo, l’incapacità di chiudere la partita ha consentito al Pavia di rialzare nuovamente la testa. Il pareggio era un risultato utile per la qualificazione ma Soncin, da vecchia volpe dell’area di rigore, si è procurato un penalty (25’st) senza essere in possesso di palla. La strattonata di De Giosa è stata sanzionata e così lo stesso Soncin ha firmato il gol del successo.
Va detto per la cronaca che pochi minuti prima (18’st) su Ricci ci potevano essere gli estremi per il rigore ma questi sono gli arbitri debuttanti di Lega Pro e bisognerà farsene una ragione.
L’allenatore Colombo ha provato a cambiare le carte in tavola, prima inserendo Sinigaglia al fianco di Ruopolo, poi chiamando Alessi, al posto dell’applauditissimo Siega, nel ruolo di rifinitore ma senza ottenere valide risposte. Questa Reggiana è nata per giocare col 4-3-3 e per il momento non può adattarsi a giocare in modo diverso anche perché Alessi è irriconoscibile. Lo dimostra il fatto che ha poi sbagliato al 46’st il rigore che Ruopolo si era procurato calciando in modo imbarazzante. Un Alessi che non è in condizioni fisiche e forse anche psicologiche.
Reggiana rimandata, dunque, sotto gli occhi attenti anche di Vavassori, patron della Pro Patria che era presente anche ieri al Città del Tricolore.
Lunedì la Reggiana debutterà (ore 20.45) in campionato a Forlì e in questi sette giorni la società potrà ritoccare l’organico anche perché è evidente cosa serve a questa Reggiana: un bomber. Questa è la priorità: un attaccante che garantisca la doppia cifra, tutto il resto sono favole.
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