«La mia reggianità non è un problema io gioco per il Parma»
REGGIO EMILIA. La carta d’identità di Andrea Costa e la passione per i granata da parte di suo padre Vilmo stanno mettendo in croce il terzino che ha appena firmato per il Parma. Una dura presa di...
REGGIO EMILIA. La carta d’identità di Andrea Costa e la passione per i granata da parte di suo padre Vilmo stanno mettendo in croce il terzino che ha appena firmato per il Parma. Una dura presa di posizione da parte dei tifosi crociati che, ricordiamo, è un prodotto del vivaio granata e con la Reggiana (stagione 2003/2004) ha esordito in C1.
Ieri in occasione della presentazione con la maglia del Parma il reggiano Andrea Costa ha ripetuto un concetto molto semplice: «Sono venuto a Parma conscio delle mie origini reggiane, sapendo dove sarei venuto e non lo ritenevo, e non lo ritengo tuttora, assolutamente un problema. Ho fatto questa scelta perché ritengo di essere arrivato in una società che può aiutarmi a migliorare ancora. Tutti gli altri discorsi non li ho considerati. Mio padre è di Reggio, io sono di Reggio, però non credo sia un problema».
Del resto per Andrea Costa parla sua carriera fatta di quattro anni al Bologna, quattro stagioni alla Reggina e tre anni alla Sampdoria. Se vogliamo chiamare in causa il campanilismo tra Reggiana e Parma occorre anche ricordare il passato. Sono tanti i reggiani che hanno fatto le fortune del Parma. Luca Cigarini, oggi all'Atalanta, è nato a Montecchio Emilia ed è cresciuto con Costa in granata. Davide Zoboli, difensore del Modena e cresciuto nelle giovanili del Parma ma è originario di Sant'Ilario, per non parlare del reggiolese Ancelotti, prima da giocatore crociato e poi da allenatore. Ancelotti è stato l’unico allenatore che ha portato il Parma al secondo posto e in Chiampions League. Il portierone Luca Bucci, tuttora nello staff del Parma come preparatore dei portieri, è originario di Busana e con la Reggiana ha conquistato la serie A. Andando a ritroso nel tempo si può citare quel Fausto Daolio, mediano nativo di Guastalla che ha disputato 160 gare in maglia gialloblu tra il 1972 e il 1978 che si è guadagnato il soprannome di Toscanini per la sua abilità nel dirigere il centrocampo.
Ma secondo l'ottica del tifo crociato Andrea Costa ha un difetto, anzi tre: è nato a Reggio, è cresciuto nella Reggiana e suo papà Vilmo è un tifoso granata.
«Io andavo in Curva – ricorda il padre Vilmo – non ho niente da vergognarmi, anzi sono orgoglioso di tifare Reggiana anche se non ho mai fatto parte degli ultrà. Io andavo al Mirabello da quando avevo otto anni, come tanti ragazzini». Vilmo Costa ha fatto l'ambulante e nella sua attività non ha mai avuto problemi di campanilismo ed è sempre stato, a prescindere dalla maglia, il primo tifoso del figlio Andrea. «Ho sempre fatto il tifo per mio figlio e continuerò a farlo anche adesso che è approdato al Parma. Lo facevo prima quando era al Bologna, alla Reggiana e fino allo scorso anno alla Sampdoria. Esulterò ai gol che mio figlio riuscirà a segnare, come ho sempre fatto».
Andrea Costa, del resto, da piccolo era destinato al Parma poi i crociati scelsero Cigarini. Entrambi giocavano nel Bismantova, oggi Reggio Calcio. «Una rivalità - conclude Vilmo – che appartiene ai tifosi. In battuta posso rimarcare che il Parma continua a vivere negli onori, mentre la Reggiana negli odori». (w.m.)
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