Gazzetta di Reggio

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I granata al debutto, spinti dai tifosi

di Wainer Magnani
I granata al debutto, spinti dai tifosi

Un centinaio di ultrà al Mirabello per incitare la squadra durante la rifinitura: le motivazioni potranno coprire le carenze

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REGGIO. Un debutto è sempre ricco d’incognite, a maggior ragione per la nuova Reggiana di Alberto Colombo dato che i dubbi e le insidie sono più accentuate. E’ la prima partita, in trasferta e in posticipo (si gioca stasera a Forlì) e alla luce artificiale. L’inizio è fissato alle 20.45. Se ciò non bastasse, la squadra granata, fortemente rinnovata rispetto allo scorso anno, arriva a questo esordio con qualche sconfitta di troppo vedi la sfida di Coppa Italia col Pavia e anche l’amichevole di venerdì sera allo stadio Borelli contro la Correggese.

Una Reggiana che, vogliamo ricordare, è stata rivoltata come un calzino, basti pensare che solo tre undicesimi (Zanetti, De Giosa e Ruopolo) sono gli stessi della passata stagione. E’ vero che il trainer Alberto Colombo può contare sul gruppo arrivato dalla Pro Patria ma non sarà una passeggiata trovare subito automatismi e intesa. Se ciò non bastasse, non è un segreto che la società sta pensando di completare proprio in queste ore un organico che ha mostrato delle perplessità, per non dire carenze.

In queste situazioni ci si aggrappa a tutto, anche alla spinta emotiva che possono aver offerto ieri i tifosi granata che hanno assistito alla rifinitura della squadra allo stadio Mirabello. Un centinaio di tifosi che ha incitato e incoraggiato Zanetti e compagni per tutta la rifinitura. Lo stesso faranno questa sera a Forlì il numeroso gruppo di ultrà attesi allo stadio MorgagnÈi.

Il test con il Forlì, a dispetto del diverso blasone, è di un elevato quoziente di difficoltà. La formazione di Rossi fa dell’aggressività, organizzazione di gioco e velocità soprattutto in attacco la sua forza. Caratteristiche che i granata hanno mostrato di soffrire.

Inutile nascondere quelle che sono state le principali difficoltà emerse nella fase di precampionato: una Reggiana che a livello difensivo paga la rapidità degli avanti avversari, a centrocampo a livello fisico concede centimetri agli avversari (forse per questo stasera Parola giocherà titolare) e in attacco, Siega a parte, i granata sono stati impalpabili. Poi è tutto vero quello che si tende a sottolineare: il campionato è un’altra storia, ci sono in palio i tre punti e dunque cambiano le motivazioni.

Aggiungiamo che quest’anno si torna alla vecchia formula per cui c’è un ristretto numero di squadre che andrà ai play off ma vengono reintrodotti le retrocessioni dirette e i play out. Ma c’è diù: retrocedere significa andare dritti nei dilettanti. Forse non è un caso se nella prima giornata le avversarie della Reggiana hanno teso più a non perdere che a cercare di vincere, Pisa a parte.

Si annuncia un campionato particolarmente equilibrato e anche per questo motivo l’essenziale, vale anche per la Reggiana, è cercare di non perdere. In poche parole: chi inizia bene è a metà dell’opera.

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