Caroni ora fa lo spettatore «Ma non sarò mai un gufo»
Calcio Promozione: il trainer ha lasciato il Cadelbosco prima dei play out «Mi aspettavo di trovare subito una squadra, pazienza, adesso mi aggiornerò»
REGGIO EMILIA. Tra gli "spanchinati" di lusso figura anche Ivan Caroni. E' reduce da un quasi biennio al timone del Cadelbosco, iniziato con una brillantissima salvezza e concluso con le dimissioni alla vigilia della drammatica sfida play out con la Valtarese. L'ex allenatore di Bagnolese e Brescello vive quindi una situazione per lui molto anomala: trovarsi in estate senza una squadra.
«Se i termini mi sono consentiti – attacca Ivan Caroni – sono stato completamente ignorato. Alcuni abbozzi con qualche società c'erano stati, ma non è maturato alcunché di concreto che si potesse portare avanti».
La sua ultima squadra, in ordine di tempo, è stata il Cadelbosco.
«Ha fatto tutto con un budget ridottissimo, scegliendo un mister come Lini che potesse inserirsi subito nell'ambiente e nel progetto. Auguro loro il meglio possibile, a Cadelbosco sono stato bene e resto legato a quella piazza».
Sperava di trovare subito una panchina?
«Con l'obbligo di dover valorizzare i giovani pensavo di avere qualche chance in più, ed invece nulla. Ma non mi rammarico, so che il calcio è fatto in questo modo».
Ora le toccherà gufare contro qualche collega...
«Questo no, non è nel mio stile. Ne approfitterò per andare a vedere qualche partita, cercando di riaggiornarmi».
Stessa sorte ha avuto suo fratello Stefano.
«E' così, siamo entrambi liberi. Lui non è stato confermato alla guida della Juniores Nazionale della Correggese – spiega Ivan Caroni – ma ha anche i minuti sempre contati per via del suo lavoro».
Luca Cavazzoni
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