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«La testa conta più dei grandi nomi»

«La testa conta più dei grandi nomi»

Luca Tremolada, primo giorno da granata: «Nessuna concorrenza con Alessi, spero proprio di giocarci insieme»

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REGGIO EMILIA. Si è aggregato ieri alla Reggiana Luca Tremolada, centrocampista offensivo di scuola Inter che ha nel palmares diversi campionati di Lega Pro e B. Compirà 23 anni a novembre ed è a Reggio a titolo di prestito dal Varese.

Quando ha sentito parlare di Reggiana la prima volta?

«Era già un po' di tempo, poi è logico che le cose spesso vengano fatte nelle ultime ore, ma ero consapevole di questa possibilità e mi ha fatto molto piacere perché era una delle prime scelte in caso fossi sceso in Lega Pro».

Le sue caratteristiche?

«Sono un classico mancino trequartista di qualità, mi piace più offendere che difendere ma negli ultimi anni mi sto completando. Sono a disposizione del tecnico per vari ruoli da centrocampo in su, tranne ovviamente la prima punta che non ho mai fatto. In genere sono più mediano che esterno ma in passato ho giocato su entrambe le fasce».

Lei sarà l'alter ego di Beppe Alessi, bandiera della squadra: questo la preoccupa?

«Sono abituato a confrontarmi con tutti quindi non vedo concorrenza ma, anzi, spero di giocarci insieme».

Ha un obiettivo da raggiungere con la Reggiana?

«Io gioco sempre per vincere e proporre il nostro calcio in casa e fuori poi ci sta anche di perdere o pareggiare ma l'importante è averci provato. Vedremo a marzo ed aprile dove saremo in classifica ed a quale meta puntare».

Ha seguito l'esordio granata a Forlì?

«No, col mercato in fermento non ho avuto tempo ma ho saputo che è andata male e c'è qualcosa da sistemare. Però nel secondo tempo le cose sono andate meglio perciò vedremo di essere pronti domenica per l'Ancona».

Perché ha lasciato Varese dove aveva debuttato sabato scorso?

«Vengo da un'annata andata male a livello di squadra e non troppo bene da parte mia, sfavorito anche da motivi economici e da una piazza difficile, come del resto non mi fu più facile l'annata in B a Piacenza, anni prima, tra retrocessione e calcioscommesse».

Come vive il ritorno in Lega Pro?

«Il valore della Lega Pro si sta alzando e tanti giocatori potrebbero essere da B, non la vedo come una bocciatura anche se il mio obiettivo resta arrivare, un giorno, in serie A».

Ha fatto sempre male alla Reggiana quando l’ha affrontata...

«Ho sempre giocato volentieri contro questa squadra per il suo blasone ed il suo stadio. , Proprio in questo impianto spero mi ritornino le stesse ispirazioni per fare bene».

Conosceva già qualche nuovo compagno?

«Ho giocato contro alcuni di loro quando ero a Pisa ma personalmente non conosco nessuno, posso però dire di essere stato accolto bene da tutto il gruppo».

I tifosi granata sono stanchi della Lega Pro.

«Una piazza con 3-4 mila persone allo stadio dovrà essere uno stimolo in più per fare bene, ce la metteremo tutta per invertire questo trend».

Il suo compito è anche quello di portare a Reggio Miracoli per gennaio?

«Non so che dire. Lui è del Varese che ha deciso di tenerlo nonostante le prime punte siano tante e ne giochi solo una».

Un bomber sarebbe stato la ciliegina sulla torta.

«Quello che c'è nella testa dei giocatori conta più che allestire organici stellari che magari faticano anche ad arrivare ai play off».

Juri Panciroli

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