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Un sogno che diventa sempre più grande

Un sogno che diventa sempre più grande

Dal 3 settembre 1974 il club biancorosso è cresciuto sino ai massimi livelli, ora la parola scudetto non è più un tabù

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REGGIO EMILIA. Quarant’anni di storia, di emozioni, di lacrime. E di successi. Ieri la Pallacanestro Reggiana ha festeggiato il quarto decennio di vita.

GLI ALBORI. La nascita ufficiale risale al 3 settembre 1974, grazie ad un gruppo di amici che diedero il via alla nuova avventura, iniziata in Promozione con i Magazzini Jolly quale sponsor; proseguita con l’arrivo in C nel 1976/77, la fusione con la Cestistica Tricolore e, nel 1978, con l’acquisto da parte delle Cantine Riunite.

L’OLIMPO. Da lì una cavalcata che nel 1982 ha condotto per la prima volta Reggio in serie A2 e, nel 1984, nella massima serie assieme a Dado Lombardi e Bob Morse. Dal 1982 la società ha sempre disputato i campionati professionistici, con un seguito costante di pubblico. Fra gli apici la semifinale scudetto con la Fortitudo Bologna nel 1997/98, ancora con Lombardi in panchina e la lunghissima ed indimenticabile militanza biancorossa di Mike Mitchell, il più amato fra i giocatori passati dal PalaBigi.

Nel 2000 arriva Stefano Landi, nel 2005 una storica Final Eight di Coppa Italia. Nel 2007 si retrocede, è l’anno del caso Lorbek, per tornare in A nel 2012; con Max Menetti alla guida. Le ultime due stagioni, coi play off e l’Eurochallenge in bacheca , sono storia recente.

IL GRAN BALZO. Ora, dopo il mercato più ambizioso della propria storia, Reggio si prepara ad una stagione sotto ai riflettori, sia in campionato che in Eurocup. Percelebrare a dovere questo traguardo, che ha portato ad obiettivi impensabili nel 1974, la Pallacanestro Reggiana ha deciso di organizzare un ciclo di iniziative dedicate alla squadra, alla città e ai tifosi: domani l’annuncio.

UNO DEI PADRI. La memoria storica di questo cammino non può che essere Gianni Pastarini, uno dei soci fondatori della Pallacanestro Reggiana, per decenni direttore sportivo ed anche oggi collaboratore.

«Ricordo perfettamente il momento in cui nacque la Pallacanestro Reggiana. Ci trovammo a casa di Enrico Prandi che rappresentava, insieme a Giorgio Bertani, Alberto Bertolini, Pierluigi Codeluppi e Mauro Ponzi, la società Atletico Santa Croce, mentre Luigi Testa, Massimo Vernillo ed io eravamo dirigenti della Fides Sant’Antonio. C’era molto entusiasmo, eravamo spinti dalla passione, dalla voglia di fare qualcosa di rilevante per la pallacanestro della nostra cittàMa non avevamo la consapevolezza di quello che sarebbe diventato».

Fu una scommessa, per certi versi, «un accordo tra persone che si stimavano e si conoscevano attraverso l’ambiente del basket. Tutto quello che è venutp poi, ha rappresentato uno stimolo continuo, fino ad arrivare ad un livello che, nel 1974, era impensabile».

«La Pallacanestro Reggiana è stata una fonte continua di soddisfazioni e mi rendo conto, dopo a la splendida accoglienza riservata alla squadra al raduno lo scorso 28 agosto, che continua ad esserlo non solo per me e per chi l’ha fondata, ma per l’intera città».

Adriano Arati

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