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Cossentino è un “esodato” pronti Spanò e Tremolada

di Wainer Magnani
Cossentino è un “esodato” pronti Spanò e Tremolada

Il difensore palermitano ha rifiutato il trasferimento e non rientra nel progetto Il tecnico Colombo prepara due varianti per rafforzare la difesa e l’attacco

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REGGIO EMILIA. Siamo alle solite: ogni anno nella Reggiana ci sono dei giocatori che non rientrano nel progetto tecnico. Non si possono definire fuori rosa altrimenti la società rischierebbe delle sanzioni ma di fatto si devono considerare degli esodati.

Lo scorso anno è toccato ai vari Aya, Magliocchetti, Bovi e Arati (poi ceduti a gennaio) quest’anno è il turno di Alberto Cossentino.

Il difensore centrale palermitano si spoglia nello stesso spogliatoio dei compagni, partecipa alla fase di riscaldamento e alle esercitazioni (come pretende l’accordo tra Federcalcio e associazione calciatori) ma poi non partecipa alle esercitazioni tattiche perché non viene considerato un giocatore facente parte il progetto del tecnico Colombo. La motivazione, ovviamente, non è tecnico-tattica dato che la squadra ha un “vuoto” a livello di difensore centrale bensì disciplinare: Albertino Cossentino chiedeva per accettare il trasferimento alla Pro Patria l’allungamento di un altro anno del suo contratto (così come la società ha fatto con Rampi). Una richiesta che la società ha respinto e quindi Cossentino ha preferito rimanere in granata. Ora sarà costretto, fino a gennaio, a rimanere a guardare.

L’allenatore Alberto Colombo ha capito che deve modificare qualcosa per ovviare alle carenze che la Reggiana ha mostrato a Forlì. D’accordo l’intensità di gioco e l’aggressività ma è necessario aumentare la capacità offensiva della squadra. La prima soluzione e forse quella meno traumatica da un punto di vista tattico fa riferimento all’utilizzo del neo acquisto Tremolata come finto esterno. In pratica Tremolada, pur partendo da destra, è chiamato ad accentrarsi per andare a sostegno del centravanti (Ruopolo o Sinigaglia). In questo modo può continuare a schierare il terzetto di centrocampo Maltese, Angiulli e Bruccini.

L’altro elemento variabile è l’utilizzo di Alessandro Spanò nel ruolo di difensore centrale al fianco di De Giosa. Del resto non ci sono alternative dato che Cossentino è fuori dal progetto e Sabotic deve prima capire la categoria.

Le perplessità su Spanò derivano, ovviamente, dal fatto che non è proprio un gigante e dunque dovrà affidarsi alla sua sagacia tattica e a un gioco d’anticipo per poter reggere il confronto con gli attaccanti avversari. C’è anche un altro particolare da tenere presente: il tecnico Colombo deve fare i conti con la regola dei giovani, dell’età media (sotto i 25 anni) per i contributi. E’ per questo motivo, ad esempio, che se gioca Zanetti il centrocampista Parola deve partire dalla panchina, così come Sinigaglia può affiancare Ruopolo dopo un certo minutaggio. Quest’anno, rispetto allo scorso anno, è ancora più complicato il calcio del minutaggio dei giovani.

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