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Guerra: «Lascio i campi di calcio per le passerelle»

Guerra: «Lascio i campi di calcio per le passerelle»

L’ex bomber della Meletolese: «Potevo sfondare nella Reggiana, ora provo a impormi nella moda»

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MELETOLE. Dal campo di Meletole alle passerelle dell’alta moda milanese. E’ la nuova vita di Massimiliano Guerra, bomber della Meletolese. Un’autentica svolta. «Mi sono proposto a un’agenzia di Milano – spiega Massimiliano Guerra – ho portato un book e mi è stata data l’opportunità di entrare nel mondo della moda».

Tutto così semplice?

«E’ andata bene, rientravo nei loro canoni».

Niente più calcio?

«E’ una scelta che ho fatto a maggio e l’agenzia per cui lavoro mi ha chiesto una disponibilità di cinque giorni la settimana, per cui non c’è spazio per il calcio».

In fondo calcio e moda vanno a braccetto.

«Questo è il mio nuovo mondo».

Andrà a vivere a Milano?

«Sì, a metà settembre mi trasferirò a Milano e anche per questo ho detto basta col calcio».

Continuerà a studiare?

«L’intenzione è di iscrivermi all’università scienza del lavoro, amministrativo e managament. Mi servirà in futuro per lavorare anche nel mondo della moda».

In effetti il modello è come il calciatore, la carriera è corta.

«Lo so benissimo, per questo devo sfruttare al meglio questa opportunità».

Ha già sfilato?

«Sì, ho lavorato per Dolce&Gabbana, per altri due giovani stilisti e in occasione della settimana della moda».

Il suo lavoro è solo sfilare?

«Sfilate, pubblicità, moda. Uomo immagine? No, non mi interessano le comparsate in discoteca».

Si guadagna bene?

«E’ un lavoro affascinante e se ingrani bene, cì si può permetterti un certo tenore di vita. Come detto: non dura tutta la vita, occorre averne coscienza».

Moda e donne?

«No, no io sono fidanzato con una ragazza reggiana: Cristina Losi. E’ una pallavolista che lo scorso anno giocava nella Croveglie e quest’anno a Brescia».

Nessuna tentazione.

«Sono impegnato e con la testa a posto».

Non è un mondo femminile?

«Capisco che può fare effetto ma ormai sono tanti i ragazzi che esercitano questa professione».

Ai tempi della sua milizia nelle giovanili della Reggiana era una promessa.

«E’ vero, per due anni sono stato aggregato alla prima squadra e mi era stato proposto anche il pre-contratto».

Poi alla vigilia del suo possibile esordio le è crollato il mondo addosso.

«E’ così ma ho già dimenticato tutto. L’ho lasciato alle spalle e preferisco non parlarne».

Cosa le ha insegnato?

«Tante cose e l’amarezza per non aver potuto sfruttare l’opportunità di diventare professionista».

Ha avuto la forza di ripartire dal Castelfranco.

«Una buona stagione in serie D».

Poi due anni alla Meletolese, iniziando dalla Promozione.

«Volevo avvicinarmi a casa e divertirmi con il calcio che resta la mia unica passione. Con la Meletolese ho vinto il campionato segnando 15 gol e anche lo scorso anno in Eccellenza, mi sono comportato bene segnando 10 gol. Il mio problema è che ho sempre avuto dei problemi fisici che mi hanno condizionato».

Le mancherà il calcio?

«Continuerò sempre a giocare le partitelle con gli amici».

Nei dilettanti poteva avere una carriera...

«E’ vero tanto che ho rifiutato due interessanti offerte da società piacentine». (w.m.)

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