Ora la Reggiana deve cambiare passo
La lezione di Forlì deve indurre i granata a giocare su ritmi alti per sfruttare le proprie qualità e cogliere la prima vittoria
REGGIO EMILIA. Ripartiamo. E’ lo spirito che deve animare oggi (ore 14.30) la Reggiana in occasione del debutto al Città del Tricolore contro l’Ancona. Ripartiamo senza dimenticare la lezione di Forlì: occorre fare tesoro di quella partita per capire cosa non si deve fare e qual è la strada da seguire. In settimana l’allenatore Colombo l’ha spiegato a muso duro ai granata, diversamente la Reggiana sarà destinata ad un campionato anonimo, anzi col rischio di ritrovarsi nelle zone pericolose della classifica.
Il primo elemento, fondamentale per avere la meglio sull’Ancona è aumentare il ritmo. La squadra ha indubbie qualità tecniche, soprattutto a centrocampo ma per imporre il proprio gioco deve giocare con intensità, aggressività e portare la manovra in velocità. E’ un aspetto fondamentale. Il “tichitaca” di Forlì non può che favorire l’avversario e disinnescare la pericolosità offensiva dei granata.
Maltese e compagni non possono pensare di avere il predominio a centrocampo puntando sulla forza fisica perché non hanno queste caratteristiche, lo stesso vale per il reparto offensivo. Solo se Siega e soci giocheranno in velocità potranno mettere in crisi la retroguardia dorica. Questo è un elemento decisivo a prescindere dal fatto di giocare con una o due punte.
L’altro elemento, del tutto scontato, è non concedere facilmente agli avversari la possibilità di andare in gol. L’Ancona deve sudare le proverbiali sette camice se vuole superare Feola. E’ l’altra lezione che Forlì ha impartito: occorre essere più attenti, reattivi e leggere bene le situazioni difensive. Non è solo un discorso che riguarda la difesa: l’organizzazione difensiva è un concetto che riguarda tutta la squadra.
Facile aggiungere che occorre essere più concreti negli ultimi sedici metri ma è anche una conseguenza del concetto espresso in precedenza: sviluppare una manovra con intensità significa essere più corti e stretti in fase difensiva e creare la superiorità numerica quando si attacca. Sembreranno concetti astrusi ma ormai il calcio si sviluppa su questi temi, poi a fare la differenza sono le capacità individuali. E sotto questo profilo la Reggiana non ha nulla da invidiare all’Ancona e tanto meno al Forlì.
Inutile toccare il tasto dei torti arbitrali, piuttosto occorre catalogare l’episodio di Forlì come una disattenzione del collaboratore dell’arbitro. Non c’è nessun teorema o congiura contro la Reggiana, altrimenti se pensiamo questo è inutile scendere in campo. La speranza è che questi errori non siano ripetitivi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
