«Corsa e tiro, fermarci sarà difficile»
Drake Diener prefigura una squadra di altissimo livello: «I presupposti sono buoni ma occorrono tempo e pazienza»
CASTELNOVO MONTI. «Adesso dobbiamo conoscerci, solo fra un po’ sapremo che squadra potremo diventare». Predica calma Drake Diener, in questa primissima fase della preparazione della Grissin Bon. Una squadra che si sta assemblando pian piano, accogliendo giocatori uno dopo l’altro per arrivare alla rosa completa. Dove la prima punta offensiva sarà proprio Diener, reduce dalla sua annata italiana più scintillante: primo realizzatore e miglior giocatore della serie A.
Uno dei principali acquisti del mercato biancorosso, forse quello che più di tutti ha generato entusiasmo fra i tifosi. Ora la guardia non vuole sbilanciarsi, pensa solo a conoscere meglio i compagni.
Come vede questa Grissin Bon?
«Una buona miscela fra tanti giocatori confermati e novità, come me e Polonara».
Vi state integrando?
«Ci stiamo impegnando, speriamo di lavorare bene insieme, per aiutare anche i giovani, come Silins, a fare un altro passo in avanti».
Lei e Kaukenas siete dei veterani esperti su tutti i fronti. Si sente pronto al ruolo di guida del gruppo?
«Credo sia uno dei motivo per cui hanno scelto giocatori come me, Kaukenas e Lavrinovic: per portare esperienza e miscelarla col resto della squadra per arrivare in alto».
Avrete tanti impegni, fra campionato e Coppa. Non una novità per lei.
«Siamo una squadra profonda, con cinque lunghi e tante guardie, credo che siamo attrezzati per far fronte a tutto».
Il doppio impegno servirà anche per dare spazio a tutti?
«Con campionato ed Eurocup ci sono più minuti a disposizione, più possibilità. E con un calendario così lungo è importante essere sempre pronti, per far fronte ad infortuni e problemi di vario tipo».
La chiave?
«Riuscire sempre a mantenere alta la concentrazione, essere sempre tutti focalizzati sugli impegni, è fondamentale per andare avanti».
Fra talento ed atletismo, si può sperare in un gioco spumeggiante?
«Adesso è difficile immaginare che squadra saremo. Cinciarini è appena arrivato, Lavrinovic è ancora via. Prima dobbiamo conoscerci».
Quando ci sarete tutti?
«Cercheremo di trovare coesione, prima di tutto dobbiamo essere una squadra che ha voglia di giocare insieme, di passarsi la palla».
A quel punto?
«Se ci riusciamo possiamo essere una squadra che corre, che segna, contro cui diventa molto difficile difendere».
Vi manca ancora Lavrinovic, impegnato ai Mondiali. Lo sta seguendo?
«Un poco, sono molto impegnato in altri modi».
Quali?
«Prima di tutto lavorare con la squadra, conoscere bene tutti i miei compagni».
E poi?
«Parlo spesso con la mia famiglia grazie a Skype, ci sentiamo non appena possibile».
E’ ancora negli Usa?
«Mi raggiungerà appena finito il ritiro, quando torneremo in città, abbiamo già scelto la casa in cui vivere».
Torniamo ai Mondiali di basket. Chi vede favorita?
«Per me la Spagna è davvero molto molto forte, una formazione di alto livello».
E i suoi Stati Uniti?
«Sono una buona squadra, certo, con tanti ottimi giocatori. Però mancano le stelle principali, non dimentichiamolo. Se vincerà il torneo, vuol dire che avrà fatto davvero un buon lavoro».
Adriano Arati
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