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Ficarelli: «Voglio battere la “mia” Castelnovese»

Ficarelli: «Voglio battere la “mia” Castelnovese»

LUZZARA. Da un derby all'altro. Dopo il pareggio col Montecchio il Luzzara troverà, domenica al Compagnoni, la Castelnovese. Recuce dallo 0-0 in casa del Cadelbosco. Per Filippo Ficarelli non sarà...

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LUZZARA. Da un derby all'altro. Dopo il pareggio col Montecchio il Luzzara troverà, domenica al Compagnoni, la Castelnovese. Recuce dallo 0-0 in casa del Cadelbosco. Per Filippo Ficarelli non sarà una gara normale: il difensore centrale, che vanta anche un’esperienza in Scozia, sarà l'ex di turno dopo il ritorno estivo in rossoblù.

«Secondo me sarà una bella partita - dice - ed ovviamente la sento in modo particolare. Speriamo di vincere».

Porta la Castelnovese nel cuore?

«Sì, con me si sono tutti comportati da signori. Colgo l'occasione per ringraziare, in particolare, il presidente Scansani ed il tecnico Liperoti, con i quali ho avuto un bellissimo rapporto. Ora però gioco a Luzzara e non farò sconti, ma sarà un piacere salutarli».

Avete passato il turno di Coppa Italia e poi debuttato in campionato pareggiando con il Montecchio.

«Diciamo che siamo partiti bene. Passare il turno di coppa ha dato morale, pareggiare con il Montecchio ha fatto capire che possiamo dire la nostra. E' un punto preso a una delle squadre più forti».

Quali sono i vostri obiettivi stagionali?

«Da neopromossa dobbiamo pensare, almeno inizialmente, solamente alla salvezza. Per restare in Promozione serviranno 44 punti, che non sono pochi e sono tutti da conquistare. Ci attende un campionato lungo e difficile, al momento dobbiamo pensare solo alla salvezza, se poi ci sarà spazio per qualcosa di meglio lo si valuterà strada facendo».

Il suo, a Luzzara, è un ritorno.

«Non abito più nel comprensorio luzzarese, ma comunque poco distante. Sono tornato perché in questo ambiente sono sempre stato bene».

Cosa ricorda della sua esperienza in Scozia?

«E' passata una decina di anni, ma dimenticarla è impossibile. Ero alla Reggiana, ma con il fallimento della società mi liberai. Andai in Scozia, ai Glasgow Rangers, che in quel periodo erano molto forti e vincevano praticamente tutto. Restai solo un mese, c'erano troppi intoppi burocratici. Per una questione di tasse, infatti, il loro regolamento fiscale mi imponeva di sottoscrivere un contratto troppo oneroso. Sono tornato in Italia a fare la serie D, poi sono andato a Rolo».

La sua carriera avrebbe potuto prendere una piega diversa?

«Quella scozzese è stata un'esperienza che mi ha insegnato comunque qualcosa e che porterò sempre dentro di me. Non rimpiango nulla». (l.c.)

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