Quella dozzina di nuotatori senza vasca
La società del tecnico federale Montanari chiede a Fondazione dello sport e sindaco più spazio nella piscina Melato
REGGIO EMILIA. Acque agitate in piscina. La società reggiana di nuoto Aics che quest'anno ha accolto una dozzina di giovani agonisti che fino allo scorso anno gravitavano in orbita Csi, lamenta un problema: «Abbiamo fatto richiesta alla Fondazione dello Sport – spiega il referente Francesco Montanari – di utilizzare la piscina di via Melato per l'attività di una dozzina di giovani di alto livello agonistico, fra i 13 e i 18 anni. Le nostre esigenze sono avere disponibilità per tutti i giorni della settimana. La Fondazione ci ha risposto di non potercene concedere più di tre. E per non più di 50 minuti per volta. Il motivo? Pare sia una questione di regolamenti interni legata ai limiti concessi per ogni società».
La porzione di tempo concessa è però insufficiente: «Si tratta di ragazzi che per il livello di agonismo raggiunto necessitano di almeno un paio d'ore al giorno. Tra di loro, per dare un'idea, c'è chi la scorsa stagione hanno vinto titoli regionali e conquistato medaglie nazionali. Quello chie chiediamo è una sola corsia della piscina, ci pare che nella fascia oraria dell'impianto , tra le 14 e le 16.30, non vi siano così tante richieste...».
Prospettive? "Abbiamo scritto una lettera sia alla Fondazione che al sindaco, attendiamo ancora risposta. Chiediamo aiuto a chiunque possa fare qualcosa. Lunedì inizierà l'attività stagionale, al momento non vediamo alternative al doverci rivolgere fuori città. Ma trasferirsi in impianti come quello di Bibbiano, per dei minorenni e le loro famiglie, a livello logistico, organizzativo ed economico comporterà un disagio importante».
LA FONDAZIONE. «In tutti gli impianti sportivi – riferisce Milena Bertolini, la presidente della Fondazione dello sport che governa l’utilizzo delle piscine – gli spazi sono a disposizione di tutti. A volte il problema è che si creano sovrapposizioni, e per certe fasce orarie non si riesca ad accontentare tutti. Attraverso il buonsenso e un po' di elasticità da parte di tutti le cose si possono risolvere, non solo valutando la disponibilità nei confronti di diverse fasce orarie ma anche nel prendere in considerazione alternative rispetto a via Melato, che a Reggio ci sono. Con il signor Montanari abbiamo già fatto degli incontri; la Fondazione cerca sempre di venire incontro alle esigenze di tutti. Tra l'altro non è detto che da qui alla fine del mese, nella piscina comunale di via Melato, non si possano liberare delle corsie per eventuali disdette o ridimensionamenti da parte di qualcuno, è qualcosa che può sempre accadere».
Massimo Bassi
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