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Darjus protagonista fra canestri e risse

Darjus protagonista fra canestri e risse

Nonostante il ko con gli Usa, Lavrinovic è stato fra gli attori principali ai Mondiali

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REGGIO EMILIA. Una fase finale da protagonista, nel bene e nel male, fra canestri e risse. Non si è certo annoiato Darjus Lavrinovic nel giorno della semifinale dei Mondiali di Spagna, dove la sua Lituania è stata sconfitta nettamente dai grandi favoriti, Team Usa, per 96 a 68, con un inizio di ripresa devastante. In un’atmosfera magnifica - l’enorme e bellissimo Palau Saint Jordi nel villaggio olimpico di Barcellona - la formazione baltica ha cercato di frenare l’inevitabile approdo in finale degli statunitensi sfruttando anche la massiccia presenza di propri tifosi. Migliaia di lituani hanno cantato e sostenuto la loro squadra per ore prima e dopo la gara. In tribuna, a pochi passi dal commissioner Nba Adam Silver, il principale simbolo del basket lituano, Arvydas Sabonis, uno più forti giocatori della storia di questo sport. E, vestita in una canottiera personalizzata con scritto “Darjus” e il numero 7, c’era anche Edita, la moglie del biancorosso, che ha seguito in Spagna la competizione assieme alle altre compagne dei giocatori baltici. In campo, Lavrinovic ha brillato nel primo tempo, con una bomba e una grande difesa sotto le plance, rifilando due stoppate ad uno dei migliori centri Nba, Demarcus Cousins. Poco prima dell’intervallo, una caduta a terra gli ha “regalato” una distorsione al pollice sinistro, procurata appoggiando a terra la mano. Una mossa che ha provocato tensione fra lo staff e i tifosi, perché Darjus era stato probabilmente il più efficace fra i lunghi. Nella ripresa ha provato diversi tiri d 3 punti, spesso da 7 metri, senza trovare cesti e rimpolpando il bottino finale (9 punti) nell’ultima parte, con tiri liberi e giocate vicino al ferro. In una partita dall’enorme fisicità, era inevitabile qualche tensione. Lavrinovic, suo malgrado, ne è stato protagonista assieme a Rudy Gay (Usa). Nel terzo quarto Gay è dovuto uscire f per un colpo in bocca, dopo un contatto ravvicinato con Darjus, che però si è affrettato a chiedere scusa, mentre l’ala americana usciva guardandolo torvo. Ai saluti finali, la fiammata. Gay, già cambiato, e Lavrinovic si sono parlati, sembrava un momento di chiarimento e invece Gay - dopo il dialogo - si è di nuovo imbufalito, rifilando una manata a Darjus. Quasi scontata la reazione, con il lituano trattenuto dai compagni mentre a fatica arbitri e allenatori hanno provato a riportare la calma. Il pubblico di Barcellona non ha avuto dubbi, ed ha accompagnato l’uscita del Team USA con un coro di fischi, regalando applausi agli sconfitti lituani.

Adriano Arati

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