Per la Reggiana è tempo di verifiche
Tre gare in sette giorni: la parola chiave per i granata è continuità nelle prestazioni e sopprattutto nei risultati
REGGIO EMILIA. Continuità, è questo il valore aggiunto che ancora manca alla Reggiana.
Continuità nei risultati. I granata in sette giorni sono impegni in tre partite fondamentali: oggi a Grosseto (ore 15) mercoledì al Città del Tricolore (ore 20.30) contro la Pistoiese per arrivare al test verità di sabato (ore 17) a Pisa. La Reggiana deve porsi nell’ottica di inanellare una striscia positiva di risultati per dare valore al successo contro l’Ancona. L’esperienza dello scorso anno deve far riflettere: i granata di Battistini non sono mai riusciti a dare un seguito alle vittorie e così si sono poi ritrovati nel tunnel della crisi con le quattro sconfitte di fila.
Quest’anno, a maggior ragione, i pareggi hanno un elevato peso specifico e dare continuità ai risultati significa proprio partire dal concetto del “primo non perdere”.
Continuità nelle prestazioni. E’ un altro dogma fondamentale per raggiungere una maturità da squadra vera. I secondi tempi della Reggiana hanno evidenziato qual è la strada da seguire, così come devono far riflettere i timidi approcci al match, perché non si può sempre pensare a una “remuntada” correggendo gli errori iniziali.
Occorre sempre diffidare di una squadra che sa applicare tanti moduli perché alla fine il risultato è una “marmellata” di idee ma nessun automatismo. In questa logica anche l’allenatore Colombo dovrà imboccare una strada sciogliendo il nodo di una Reggiana a due punte più Tremolada oppure continuare su un tridente atipico. Che la Reggiana sia ancora un cantiere aperto lo si intuisce anche da questi aspetti tattici che non hanno ancora una precisa definizione.
Continuità di risultati e di prestazioni serviranno alla Reggiana per ottenere un’identità di gioco. E’ questa la risultanza di un percorso che la Reggiana deve iniziare a compiere, a partire dalla trasferta odierna di Grosseto. Facile? Assolutamente no. E’ vero che la formazione di Silva è stata assemblata in corso d’opera ma è una formazione che ha dei valori tecnici e anche uomini di categoria superiore come la coppia d’attacco Pichlmann e Torromino. Una Reggiana, però, che in queste prime due partite ha evidenziato un particolare significativo: è padrona del proprio destino. Il risultato è una componente che può scaturire da un singolo episodio ma quando i granata hanno fatto la partita sono sempre riusciti a determinare l’esito finale del match, errore arbitrale a parte. Questo è ciò che De Giosa e compagni dovranno fare oggi a Grosseto: mettere in campo la propria identità di squadra.
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