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«Siamo una squadra con una marcia in più»

«Siamo una squadra con una marcia in più»

Drake Diener mostra subito il suo grande tiro: «Ma so anche giocare per il team» La guardia elogia l’ambiente: «Gran tifo, a Reggio c’è vera passione per il basket»

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CASTELNOVO MONTI. Il giocatore su cui tutti gli occhi sono puntati nella prima uscita ufficiale della Grissin Bon è sicuramente Drake Diener.

Il fuoriclasse ex Sassari ha dato prova ancora una volta del suo talento incendiando il canestro da ogni posizione e con una semplicità disarmante. Non ha monopolizzato il gioco e più di una volta ha saputo servire assist deliziosi per i compagni meglio piazzati.

Pur non prendendo quantità industriali di tiri ha segnato 18 punti con 2/5 da due e 4/4 dall'arco. La guardia biancorossa ha messo in mostra anche un aspetto meno tecnico di se stesso: un ottimo senso dell'umorismo. Ha iniziato le interviste affermando: «Eh, non è facile giocare e segnare con un play come Mussini» che era di fianco a lui...

Dopo le risate dei presenti ritorna serio.

Come valuta la sua prova?

«Ho segnato 18 punti, non è male. L'importante però è la prova di squadra».

E quella come è stata?

«Abbiamo segnato oltre 100 punti, quindi l'attacco va bene ma ne abbiamo subiti 95 che sono troppi. Dobbiamo migliorare in difesa. Sono contento comunque che abbiamo una squadra con tanti ragazzi con una marcia in più che hanno voglia di lavorare sodo e mettersi in mostra. L'importante è essere pronti tra un mese quando inizieranno le partite che contano».

L'abbiamo vista tirare meno e fare praticamente sempre canestro, mentre a Sassari magari si prendeva più tiri in fila sugli scarichi. Come si trova in questo nuovo sistema di gioco?

«Sono un tiratore. In settimana avevo tirato male e quindi volevo rifarmi. Contro Verona ho ritrovato il feeling con il canestro. Io comunque non mi limito a tirare anche se tutti mi conoscono per i punti fatti.Mi piace far giocare anche il team e se un giorno il tiro fatica ad entrare, mi metto a disposizione facendo altre cose».

Alla fine è sembrato arrabbiato per un passaggio sbagliato. Lei è un perfezionista?

«Eravamo a +7 a 25" dalla fine, è stato un passaggio stupido che stava riaprendo la partita. Mio padre è un allenatore e credo che se l'avesse visto si sarebbe arrabbiato molto».

Come le è sembrato il pubblico?

«E' bello giocare con una tifoseria del genere. Per noi giocatori è importante. Per tutti è bello essere in una città dove c'è passione per il basket. L'ho visto anche alla presentazione questo entusiasmo e nella prima amichevole è arrivata la conferma. Mi piace giocare in questo ambiente».

Riccardo Bellelli

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