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Lazzaretti: «Correggese, voglio riprovarci»

di Wainer Magnani
Lazzaretti: «Correggese, voglio riprovarci»

Oggi i biancorossi cercano conferme a Scandicci: «Sento il sostegno di Comune e imprenditori, saremo competitivi»

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CORREGGIO. La Correggese gioca oggi (ore 15) a Scandicci e vuole iniziare una striscia di vittorie.

Presidente Lazzaretti, ci riprova?

«Nella mia vita professionale e sportiva cerco sempre di fare le cose al meglio. Sono una persona che dà tutto per ottenere il massimo. Fa parte della mia filosofia».

Dunque vuole allestire una Correggese ambiziosa e pronta a lottare per la Lega Pro?

«Ci riproviamo consapevoli che partiamo con un handicap dato che le altre squadre hanno iniziato ad allenarsi a ranghi completi dal 25 luglio mentre noi siamo ancora un cantiere aperto. Dobbiamo pagare questo scotto».

Si dice che ripetersi non è mai facile.

«Soprattutto un’annata come quella appena trascorsa. Ma questo è anche il bello del calcio: l’ultima che batte la prima o come nel nostro caso una piccola realtà che assurge a rivelazione e domina il campionato».

E’ stata un’annata da record.

«Siamo consci che è impossibile ripercorrere lo stesso cammino. Il nostro obbiettivo è provare a emulare il calcio che abbiamo proposto nello scorso campionato. Un calcio propositivo e anche spregiudicato».

Vuole una Correggese da applausi?

«Voglio che gli sportivi escano dallo stadio contenti di aver pagato il biglietto per aver visto una Correggese divertente. Una squadra che non annoia mai e che esalta il gioco del calcio. Credo che questa mentalità paghi».

In questa logica bisogna dire che l’allenatore Bagatti è bravo?

«Diciamolo piano ma è la verità».

Del campionato scorso, però, vorrà cancellare il finale con la beffa all’ultima giornata.

«Sarei pronto a firmare per arrivare all’ultima giornata nelle stessa situazione. Caso mai forti di questa esperienza potremmo gestire diversamente il finale».

Luppi al Modena, Boilini alla Lucchese via Carpi e Sabotic alla Reggiana. Niente male.

«Questo è un altro motivo di grande orgoglio che esalta le qualità e la serietà della nostra società. I nuovi giocatori sono arrivati a Correggio con entusiasmo anche perché hanno capito che è una piazza vista, seguita e apprezzata. E’ un piacere indossare la maglia della Correggese».

Sul mancato ripescaggio in Lega Pro, perché non ha aggirato la famosa normativa dello stadio a norma portando la sede sociale a Carpi?

«Ci abbiamo pensato e i nostri avvocati erano pronti, anzi sarebbe stata una mossa che ci avrebbe spalancato le porte della Lega Pro però...»

Però?

«Dovevamo emigrare da Correggio per due anni e io non me la sono sentita di tradire Correggio e i correggesi.

Una scelta pagata a prezzo, deferimento compreso.

«La rifarei: la Correggese appartiene a Correggio».

Lei ha sempre avuto un rapporto conflittuale con il Comune.

«Sono soddisfatto del rapporto instaurato con la nuova amministrazione comunale».

È la prima volta che lo dice.

«C’è dialogo e questo è molto importante. Dal confronto si possono realizzare i progetti comuni, vedi la volontà di migliorare lo stadio Borelli».

E a livello di imprenditori correggesi c’è stato un risveglio?

«Si sono avvicinati importanti industriali di Correggio e li ringrazio pubblicamente. Si sono adoperati, con i fatti, per contribuire a rendere competitiva la Correggese. Hanno apprezzato ciò che è stato fatto in società anche a livello di settore giovanile.

In tema di mercato chi arriva dopo Ferrari e Villagatti?

«Ingaggeremo due centrocampisti (Filippo Tanaglia) di cui uno francese. Un trequartista del 1996 che avrà un grande futuro».

E Perna?

«E’ un sogno da tenere nel cassetto. Ci riproverò a convincerlo il prossimo anno».

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