Ingari con la Casalgrandese è rinato
Eccellenza, il bomber ha segnato 4 gol in 5 gare: «Voglio arrivare in doppia cifra»
CASALGRANDE. Nemmeno ai tempi andati del Giaveno e della Reggiana in C2 segnava con questo ritmo. Giuseppe Ingari, di professione centravanti, oggi è alla Casalgrandese e in 5 partite ha già siglato 4 gol. A 30 anni, se scendi in Eccellenza, non può che essere una scelta di vita ma Beppe si dice sereno.
Ingari, sta andando a segno con grande continuità…
«Sono contento, ci siamo ripresi dalle ultime due sconfitte grazie ad una reazione a livello di squadra davvero importante. Eravamo un po' "sballati", la squadra non perdeva da parecchio tempo e l'ambiente era andato leggermente in tilt».
Si è posto un obiettivo-gol stagionale?
«Io punto a fare sempre bene, provo a dare il massimo in campo. Se punto alla doppia cifra? Sì, anche, però sarei ben felice anche se la squadra vincesse senza i miei gol».
Con diversi anni di serie C alle spalle, in molti danno per scontato che lei faccia bene in Eccellenza.
«Lo so, ma non è per nulla scontato. Ci sono altri giocatori che sono forti, da non sottovalutare e ogni partita fa storia a se. Un buon curriculum non sempre può aiutare, anzi a volte è difficile calarsi in categorie inferiori».
Domenica avete ottenuto lo scalpo della capolista San Felice. E' stata dura?
«Ripeto, arrivavamo da un pareggio e due sconfitte molto difficili da digerire. Abbiamo dimostrato di essere alla pari delle squadre che lottano in testa alla classifica. Ora sta a noi confermare nell'arco della stagione quanto di buono fatto col San Felice».
Possiamo declassare quei ko con Folgore e Lentigione a incidenti di percorso?
«Direi di sì, poi si sa le sconfitte per una squadra che non è abituata a perdere come la nostra (ultimo ko nel dicembre 2013, ndc) destabilizzano l'ambiente, ma abbiamo reagito bene di squadra».
L'ultimo successo rilancia la Casalgrandese?
«Nessuna squadra va sottovalutata: sulla carta parecchie squadre non sono costruite per vincere ma possono metterti in difficoltà. La vittoria sul San Felice ci deve dare coraggio a lavorare partita dopo partita, per raggiungere con umiltà l'obiettivo della salvezza. La promozione dell'anno scorso è già passata, ora dobbiamo salvarci. Quel che sarà in più lo vedremo».
Dove potete migliorare?
«Dobbiamo credere maggiormente nelle nostre potenzialità. A volte siamo rinunciatari, non tanto per incapacità, quanto per un atteggiamento attendista. Possiamo toglierci soddisfazioni».
Ricordi i cori della Sud di Reggio?
«Certo, sono ricordi belli. Se seguo la Regia? Seguo un po' tutta la C, non ho visto le partite dei granata ma so che stanno facendo bene».
A 30 anni le ambizioni personali di tornare a quel calcio sono svanite?
«A Casalgrande mi trovo bene, c'è un bel gruppo, l'allenatore, lo staff, tutto quanto per stare bene. La Casalgrandese l'ho scelta per motivi famigliari: la mia compagna è di qua e così ho preso contatti con questa società che mi cercava. Le ambizioni? Ci sono sempre, ora sono alla Casalgrandese e cerco di fare il meglio qui».
Roberto Tegoni
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