La Reggiana soffre, incanta e vince nel finale
I granata giocano a una porta sola contro il Pro Piacenza: decisivo l'ingresso di Alessi e il gol di Spanò
REGGIO EMILIA. La più bella Reggiana degli ultimi cinque anni conquista una meritata vittoria che la proietta ai vertici della classifica, ad un solo punto dalla Spal. Una premessa doverosa che va a merito del lavoro svolto dal tecnico Alessandro Colombo che ha dato un’idea di gioco, un’identità di squadra e un grande orgoglio a questi giovanotti, anche se poi l’assist vincente l’ha scodellato, guarda caso, quel ragazzino terribile di Beppe Alessi, 37 primavere sulla spalle. Il gol è di un altro prodigio di questo calcio stile Colombo: il puffo Alessandro Spanò.
Sì proprio lui, il più piccolo in campo, è riuscito a infilare di testa la statuaria difesa piacentina. Della serie: quando due indizi fanno una prova. Poi si potrà anche discutere sul fatto che Colombo ha concesso solo otto minuti alla fantasia e alla classe di Beppe Alessi ma resta il fatto che questa Reggiana vale il biglietto pagato. Un ragionamento, lo sottolineiamo, che prescinde dal risultato finale. Certo la vittoria rende tutto più splendente ma non si può disconoscere che ieri la Reggiana ha giocato il più bel primo tempo di tutta la stagione e anche degli ultimi cinque anni. Ha sprecato tanto, forse anche dando l’impressione di essere spuntata ma alla fine quando una squadra tiene la palla in modo costante, costringendo il Pro Piacenza, che nel turno precedente aveva battuto il Pisa, non il Pizzighettone, allora è doveroso dire che c’è grande merito.
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Così come va detto che il popolo granata ha risposto presente incitando in modo incessante la squadra e sospingendola alla vittoria. Era ciò che avevamo chiesto e auspicato alla vigilia: missione compiuta. La Reggiana ha vinto in virtù delle sue capacità, una squadra che ha schiacciato sull’acceleratore dal primo al novantesimo minuto, macinando gioco e manovrando in modo straordinario.
Se non avesse vinto questa partita sarebbe stato un autentico delitto ma Ruopolo e compagni avrebbero meritato, in modo incondizionato, l’applauso per il gioco offerto e per la volontà mostrata nel voler inseguire il risultato. Due caratteristiche che i reggiani apprezzano oltre il risultato fine a se stesso.
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Si può dire che questa Reggiana piace e diverte ma è destinata a soffrire per ottenere una vittoria. Forse è il prezzo da pagare per schierare una squadra votata al gioco, anche in modo eccessivo dato che a volte si ha l’impressione che i granata vogliano arrivare in porta palla al piede. Se non ci fossero state le conclusioni dalla distanza di Bruccini si poteva realmente pensare a una Reggiana votata al rugby. Ma tutto è bene quel che finisce bene e anche la rissa finale è un segnale di personalità, di una squadra che ha gli attributi. Una Reggiana che voleva a tutti i costi la vittoria e una volta in vantaggio ha difeso con le unghie e con i denti il successo. Bene, a volte occorre anche alzare la voce e farsi rispettare, sopratutto in casa.
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