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ALBERTO COLOMBO

«Ora piedi per terra a volare troppo in alto si rischia di cadere»

«Ora piedi per terra a volare troppo in alto si rischia di cadere»

REGGIO EMILIA. Alberto Colombo in sala stampa e si trova davanti i risultati e la classifica. «La copro - esclama - non mi interessa». Mister, il suo commento sulla partita? «Una buona gara in cui a...

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REGGIO EMILIA. Alberto Colombo in sala stampa e si trova davanti i risultati e la classifica. «La copro - esclama - non mi interessa».

Mister, il suo commento sulla partita?

«Una buona gara in cui a bbiamo palesato qualche difficoltà a chiudere l'azione però abbiamo fatto 80 minuti nella loro metà campo».

Abbiamo rivisto in campo Beppe Alessi...

«L'ideale sarebbe trovare il momento giusto per farlo entrare. Presto? Tardi? Non importa, alla fine quello che conta è il risultato e come entrano i giocatori in campo. Vanno elogiati per come sono entrati tutti: Tremolada, Sinigaglia e Alessi. Quest'ultimo ha patito le pene dell'inferno restando in panchina ma si è dimostrato un grande professionista».

Se l'aspettava così complicata questa partita?

«E' stata una gara difficile. Serviva pazienza e abbiamo avuto difficoltà a fare girare palla. Ma da Spanò e Sabotic non possiamo aspettarci che sappiano difendere ed anche impostare: forse non sarebbero qui. Per adesso lasciamoli difendere».

Perché non vuole guardare la classifica?

«Perché è talmente corta che bastano due sconfitte e ti ritrovi dietro, a piangere. Quindi piedi per terra ed equilibrio».

Vittoria meritata?

«Sì perchè abbiamo rischiato in due sole occasioni e per dei nostri errori».

Questo tipo di partite ci accompagneranno durante tutto l'anno?

«Credo proprio di sì».

Due gol subiti, solo quattro realizzati: la coperta è corta?

«Dobbiamo imparare a metterla nel modo giusto. Una volta si diceva che i campionati li vincono le squadre che subiscono meno gol. Iniziamo a prenderne pochi e dopo ci preoccuparemo di iniziare a farne. Dobbiamno diventare più efficaci in fase offensiva dove, oltre a tante altre cose, entrano in gioco anche le qualità individuali».

Non è la prima volta che la Reggiana trova i tre punti nei minuti finali: questo cosa significa?

«Significa che è una squadra che lotta dall'inizio alla fine e che non molla mai».

E' la strada giusta?

«Preferisco parlare di strada positiva. Però calma: se facciamo voli pindarici e poi cadiamo, rischiamo di farci male».

Come spiega quei fischi a Ruopolo?

«E' l'unico che con questo modulo può tenere palla da solo. Era stato fermo una settimana ed ha fatto quello che ha potuto».

Cristiana Filippini

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