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Poker dell’Arcetana sulla Scandianese che si illude 7 minuti

Poker dell’Arcetana sulla Scandianese che si illude 7 minuti

Dopo il vantaggio di Faroni, la squadra di Carboni si spegne I biancoverdi pareggiano e nel secondo tempo dilagano

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SCANDIANO. L’Arcetana passa come un rullo su una superficie già appiattita da una Scandianese che “liscia” palesemente il match.

Un match meno esagerato di quanto non faccia pensare il punteggio. Cinque gol, di cui quattro scaturiti da errori in formato regalo: un derby praticamente a senso unico, il senso sbagliato. E infatti... è pure sbagliata la sensazione iniziale, con la formazione di casa capace di portarsi in vantaggio dopo 10 minuti.

Pura illusione. I rossoblù fanno girare bene le gambe, ma il resto del sistema va in blocco. L’Arcetana ne approfitta, mettendo la freccia senza eclatanti accelerazioni. E’ questo il concentrato di una sfida che i biancoverdi mettono in tasca al termine di novanta minuti filati via non sempre in modo avvincente.

La sequela degli errori-gol è battezzata in avvio dal portiere Giaroli, che sulla punizione laterale di Faroni ferma la palla in tuffo per poi lasciarsela scappare oltre la linea di porta.

Trascorrono solo sette minuti, e un mezzo pasticcio difensivo degli scandianesi fa rimpallare la sfera sui piedi di Leonardi, svelto e deciso nel portarsela sul sinistro e rasoiarla da venti metri nell’angolo alla sinistra di Campanini: 1-1.

Gli arcetani hanno più iniziativa, e lambiscono il vantaggio con una deviazione aerea di Paganelli (25’) che sfila di poco alta sul sette. Scandiano risponde a scatti, andando alla conclusione in un paio di circostanze. E' comunque un derby che non decolla. Nel finale l’Arcetana accentua la spinta e al 44' trova clamorosamente l’assist fotocopia, perfezionato dal gol fotocopia di Leonardi, migliore in campo.

La ripresa vede in avvio una Scandianese finalmente ficcante e protagonista, Rizzuto e Montorsi cercano il bersaglio prima che siano trascorsi cinque minuti. Un fuoco di paglia che l'Arcetana spegne rialzando il baricentro e oscurando prontamente il centrocampo rossoblù. E infine spegnendo il match. Con Falbo, al 23’.

Il 10 biancoverde fa sfoggio di un destro – scagliato dalla zona del vertice destro dell'area e diretto nella zona del sette sul primi palo - da applausi. I ragazzi di Carbone sono incapaci di risollevarsi.

Il tecnico rossoblù, nel corso del secondo tempo, interviene sulla centralina cambiando tre uomini del centrocampo, ma la squadra - priva di convinzione - non riparte.

La luce non arriva da nessuna sorgente, nè da faretti nè da Faroni. Arriva invece, sul groppone, il quarto gol. E' il 47’, ed è il terzo errore difensivo conclamato. De Nichilo, all’altezza della linea mediana, non si decide a disfarsi del pallone e controlla male, invitando Tonelli ad una corsa in solitaria verso l'area di rigore oltrepassata la quale il giovane biancoverde trafigge l'estremo rossoblù con un tocco di punta. Punizione severa, per Rizzuto e compagni, ma quando è autoinflitta...

Massimo Bassi

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