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Gli allievi danno spettacolo e sono a punteggio pieno

Gli allievi danno spettacolo e sono a punteggio pieno

Il tecnico Paolo Beretti: «Il nostro intento è arrivare alle finali di Chianciano» La società ha inserito tanti “stranieri” che alloggiano e studiano all’hotel Airone

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CADELBOSCO. La Reggiana di Alberto Colombo incanta e vince ma quella di Paolo Beretti non è da meno, anzi. Stiamo parlando della formazione degli Allievi nazionali che domenica ha rifilato cinque gol proprio al Pro Piacenza infilando la quarta vittoria consecutiva. In pratica ha vinto tutte le partite.

Beretti, ciò che balza all’occhio è la coralità di manovra della sua squadra.

«E’ il più bel complimento che si può fare a un allenatore e indirettamente ai giocatori».

Ma qual è il segreto?

«La qualità e la disponibilità dei ragazzi».

Una squadra che già conosceva?

«No, è stata rinnovata con l’innesto di undici ragazzi provenienti dalla Pro Patria. Ho un organico di 24 giocatori che faccio ruotare. Io lo scorso anno allenavo i ragazzi che oggi fanno parte della Berretti».

Dai dilettanti alle giovanili della Reggiana è un salto in avanti?

«E’ una cosa diversa, con aspetti positivi e negativi. Diciamo che l’Eccellenza e la Promozione si avvicinano alle categorie allievi. In campionato la presenza della terna arbitrale incide, così come la fisicità. Sono più strutturati. L’aspetto positivo è che lavori con dei ragazzi che sono mentalmente vergini e se hai credibilità riesci a incidere più che nei dilettanti».

Partecipate a un campionato importante?

«Nel nostro girone ci sono formazioni importanti di Lega Pro come il Como, dove giocheremo domenica e la Cremonese oltre alle migliori società di serie A come Milan, Inter, Atalanta, Parma. Siamo in un girone competitivo».

Com’è la formula?

«Le prime squadre passano ai sedicesimi di finale, poi le prime otto vanno a fare le fasi finali a Chianciano. Nella seconda parte, però, c’è la separazione tra squadre di serie A e di Lega Pro».

L’obbiettivo è Chianciano?

«E’ presto per dirlo ma è una speranza».

Qual è il suo traguardo professionale? Vincere?

«No, far crescere questi ragazzi insegnando calcio. Questi atleti fanno dei sacrifici e degli sforzi perché dedicano tanto tempo agli allenamenti. Noi ci alleniamo quattro volte a settimana, dal martedì al venerdì e poi la domenica pomeriggio c’è la partita».

Senza dimenticare che ben undici ragazzi sono di fuori provincia.

«Sono molti di più se sommato alcuni della Berretti e altri che arrivano da altre realtà. La società in tale senso ha fatto grandi sforzi».

Si riferisce al fatto che sono alloggiati all’hotel Airone?

«Non solo. La Reggiana ha messo a disposizione di questi ragazzi degli insegnanti di supporto per la scuola. La Reggiana si è affidata a una società specializzata per aiutare questi ragazzi che al mattino frequentano le scuole che avevano iniziato nelle città da dove provengono e il pomeriggio, dopo l’allenamento, sono seguiti da dei tutor».

Ci vorrebbe realmente una struttura come Villa granata.

«Per il momento vengono utilizzati degli spazi all’interno dell’hotel Airone».

Gli addetti ai lavori parlano bene dell’albanese Sula.

«Non voglio fare nomi però a livello di nazionali albanesi c’è Sedic, un difensore centrale di grandi prospettive».

Contro il Pro Piacenza Storchi ha firmato una tripletta.

«E’ un attaccante importante ma ne abbiamo diversi, vedi Nicola Buffagni (figlio di Stefano, team manager granata) ma – ripeto – non voglio fare nomi per non trascurare altri ragazzi». (w.m.)

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