Lo Skating soltanto sesto, Silingardi accusa i giudici
Il presidente si sfoga dopo i Mondiali: «Non mi lamento per il piazzamento ma è tutto il sistema che ne esce sconfitto, manca uniformità di giudizio»
ALBINEA (Reggio Emilia). «Il rimpianto non è per il sesto posto ma per il rischio che situazioni di questo tipo possono rovinare un intero movimento». Così Gianluca Silingardi, presidente dello Skating Club Albinea, commenta il risultato negativo delle due squadre reggiane che hanno chiuso al sesto e settimo posto la kermesse iridata del pattinaggio artistico sincronizzato di Reus (Spagna).
Sesto posto per il Precision Team di Albinea e settimo per l'Accademia di Reggio su otto squadre in pista. Posizioni non certamente consone ai due team di casa nostra che assieme al Sincro Roller Bologna (terzo) hanno difeso i colori della Nazionale ai Mondiali. Una classifica, però, condizionata secondo Silingardi da una giuria non all'altezza della manifestazione.
«Premetto che a caldo io difendo sempre l'operato dei giudici anche per non creare alibi alle mie ragazze _ spiega Silingardi _ ma le valutazioni dei giudici di Reus sono state fuori dalla logica. I voti assegnati hanno mandato in crisi il già complesso metodo White che spesso di suo lascia spazio a contestazioni».
Si sente defraudato?
«Il movimento intero ne esce con una immagine brutta. Chi è del mestiere mi ha fatto arrivare solidarietà per le lamentele che ho sollevato. Noi non meritavamo di vincere, di avvicinare di più il podio sì, ma ripeto, poco importa. In questa situazione è tutto il sincronizzato che rischia grosso».
Cosa può cambiare?
«Si sta già ragionando di modificare il criterio di valutazione attraverso compartimenti stagni dai quali i giudici non potranno prescindere. Qualcosa di simile è già avvenuto per il pattinaggio su ghiaccio. Speriamo possa essere la soluzione».
Ma dove pensa abbiano sbagliato di più i giudici?
«Nel non valutare le singole esibizioni con un criterio univoco. Inoltre, a freddo, ho rivisto il video della gara. Qualcuno non ha neppure fatto le figure obbligatorie e ci è arrivato molto avanti. Ma voglio che sia chiaro che non mi lamento per il nostro piazzamento. Noi siamo usciti a testa alta e felici perché abbiamo fatto una bella interpretazione. Il massimo che avevamo lo abbiamo gettato in pista. Questo mi basta».
Di fronte e certe cose, non viene la voglia di mollare tutto?
«A me no, ma a Giovanna (il tecnico Galuppo, moglie di Silingardi, allenatore federale di Sincronizzato, ndc) sì. Ed è logico. Lavori un anno per prepararti e poi tutto viene gettato per colpa di giudici che durante la stagione vedono si e no quattro gare. Se andiamo a vedere le scelte del giudice italiano, si capisce come si deve valutare. Perché in Italia si fa formazione ai giudici e si da loro la possibilità di giudicare molte gare. Solo così si può valutare con serietà».
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