Reggiana, la difesa meno battuta d’Italia
Dalla serie A alla serie D, Ivano Feola è il portiere che ha subìto meno gol. Sardini (Sampdoria): «Lo conosco, è bravo»
REGGIO EMILIA. La Reggiana, dalla serie A alla serie D, ha la difesa meno battuta d’Italia. Con i due gol incassati in sette partite è però l’unica assieme al Como ad avere questo primato, dato che Sampdoria, Juventus e tutte le società di serie D hanno una partita in meno. Per dovere di cronaca è giusto dire che il Castiglione (serie D girone B) è ancora imbattuto ma – come detto – ha giocato sei partite.
«Avere una difesa di ferro è merito di tutta la squadra – rimarca l’ex granata Andrea Sardini, oggi nello staff tecnico di Sinisa Mihajlovic – perché così facendo danno sicurezza al portiere che non si sente sotto pressione. Un discorso che riguarda Viviano come Feola, che tra l’altro conosco per averlo seguito ai tempi del Chieti».
La Sampdoria come la Juventus e in generale le grandi squadre, hanno una peculiarità: pensano a sviluppare il proprio gioco a prescindere dall’avversario. «Questa è la mentalità che Sinisa ha cercato di trasmettere ai giocatori – prosegue Sardini – e da quello che ho visto in televisione, lo stesso discorso vale per Colombo con la Reggiana. Un principio fondamentale che trasmette sicurezza alla squadra. Penso proprio che questa mentalità sia la carta vincente per ottenere dei risultati. Poi è logico che se affronti la Roma, la Juve o il Pisa sei costretto a subire la loro pressione ma è fondamentale non appiattirsi, cercare sempre nel limite del possibile, di sviluppare la propria manovra. E’ una questione di mentalità. Certo che non subire gol è tanta roba e vai avanti. Muovere sempre la classifica serve per l’autostima e ti dà entusiasmo».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.10070462:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10070462:1649451567/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Andrea Sardini spende anche parole di apprezzamento per Ivano Feola. «L’ho seguito quando qualche anno fa si era messo in mostra con il Chieti – rimarca – ritengo che per la categoria sia un buon portiere».
In Lega Pro chi sta imitando la Reggiana è il Como di Giovanni Colella che ha incassato solo due gol in sette partite anche se, a differenza dei granata, ne ha segnati dieci.
«Non c’è un segreto per avere una buona difesa – rimarca il trainer lariano – se non la ricerca di un equilibrio tattico. E’ un lavoro che si consolida nel tempo dato che nel nostro caso è un gruppo costruito già lo scorso anno, mentre per la Reggiana mi sembra che abbia puntato sul blocco della Pro Patria. Un’organizzazione di gioco importante che si costruisce giorno dopo giorno anche se dipende dai giocatori a disposizione».
Colella torna sul concetto dell’equilibrio: «Penso che subire pochi gol e realizzarne altrettanto pochi non sia consono alla ricerca di un equilibrio di squadra. Non va bene, come non vige la regola che per vincere occorre subire pochi gol. Mi è capitato nei dilettanti di essere promosso incassando 40 gol però segnandone più di 90. E’ logico che le statistiche dicono che una squadra che ha una buona difesa ha la possibilità di andare avanti ma molto dipende dall’identità di squadra».
Per il trainer del Como non esiste la perfezione ma l’ideale è avere una propria visione di gioco. «A volte una squadra nasce quasi per caso, mostra qualità e certezze e l’allenatore è bravo se conserva queste caratteristiche».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
