Sassari sa come si batte Milano e adesso crede al super colpo
Non più una squadra simpatia, che gioca tanto e diverte, segna molti canestri e ne subisce di più, destinata a spegnersi nei momenti che contano. Anche senza rinnegare la propria anima offensiva, il...
Non più una squadra simpatia, che gioca tanto e diverte, segna molti canestri e ne subisce di più, destinata a spegnersi nei momenti che contano. Anche senza rinnegare la propria anima offensiva, il Banco di Sardegna nel 2014 ha vissuto un anno importante perché ha cominciato ad assaggiare il sapore delle prime vittorie: in febbraio la Coppa Italia al Forum, lo scorso week-end la Supercoppa al Palaserradimigni, davanti ai suoi tifosi. Il salto di qualità è evidente: la vittoria nella Final eight è stata il momento più alto della dinastia dei Diener, a sollevare al cielo la Supercoppa è stata invece una squadra profondamente rinnovata. Sono rimasti solo gli italiani ma evidentemente la società sta dando un’impronta ben precisa e la qualità del mercato è stata molto alta perché Milano non si batte per caso.
Dal punto di vista strutturale è l’anno primo dopo Travis e Drake, due americani che hanno fatto innamorare i sassaresi. L’ultimo regalo dei cugini di Fond du Lac è stato l’ingresso in Euroleague e la società, al momento di fare il mercato si è mossa molto in quest’ottica scegliendo per la prima volta il 3+4 e andando a cercare giocatori con maggiore forza e atletismo, a costo di perdere qualcosa in talento e tiro da tre. La matrice cestistica resta sempre la stessa e del resto il coach Meo Sacchetti non alcuna intenzione di rinnegare il proprio credo. Con Dyson e Logan il Banco ha adesso due guardie efficaci e atletiche, col secondo che sarà anche il faro in Euroleague. Brooks è un’ala eclettica ed esplosiva, Sanders un mastino in difesa, Lawal il classico lungo verticale che corre e apre il campo. Dalla panchina escono Edgar Sosa, caliente guardia dominicana, e lo spigoloso Miro Todic, lungo che si è già conquistato spazio e credibilità. Senza dimenticare il nucleo storico italiano: Devecchi, Brian Sacchetti, capitan Vanuzzo e Massimo Chessa sono il vero tesoro nascosto del Banco di Sardegna. E come ciliegina è arrivato Marco Cusin, pivot della nazionale. Gli uomini di Meo Sacchetti stavolta fanno sul serio. (r.s.)
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